Sentenza n. 130/2026 - Catanzaro, Sezione 2
per l'annullamento del provvedimento del Comune di Cosenza del 30 luglio 2024, prot. n. 80253, e di tutti gli atti ad esso connessi e consequenziali.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego comunale dell’installazione di dissuasori di sosta nell’area antistante l’esercizio commerciale
Esito
Favorevole al ricorrente (esercente commerciale)
Prevale il privato
La controversia
La società ha chiesto l’installazione di dissuasori di sosta per impedire la sosta irregolare degli autoveicoli nell’area antistante il proprio locale, già interessata da un passo carrabile con relativa segnaletica. Il Comune ha negato l’autorizzazione ritenendo che l’intervento costituisse una delimitazione di area pubblica per uso esclusivo. La ricorrente ha dedotto: violazione dell’art. 180 del d.P.R. n. 495/1992, che consente l’installazione di dissuasori di sosta; violazione dell’art. 10-bis della l. n. 241/1990, per omessa comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza; difetto di motivazione e disparità di trattamento, in ragione della presenza di dissuasori in aree limitrofe.
La decisione
Il ricorso è stato accolto con sentenza semplificata ex art. 60 c.p.a. Il Tribunale ha rilevato che l’art. 180 del regolamento di attuazione del Codice della strada prevede la possibilità di installare dissuasori di sosta e che l’istanza riguardava precisamente tali manufatti, non la concessione di un uso esclusivo dell’area pubblica. I dissuasori, infatti, non impediscono l’uso legittimo dell’area da parte della collettività. La motivazione del diniego è stata quindi ritenuta inconferente rispetto all’oggetto della domanda. Il giudice ha inoltre valorizzato la documentata presenza di dissuasori in aree limitrofe, rilevante rispetto alla censura di disparità di trattamento. È stata ritenuta fondata anche la doglianza relativa all’omesso preavviso di rigetto: la comunicazione ex art. 10-bis avrebbe consentito alla società di chiarire i termini della richiesta e di escludere, ove necessario, qualsiasi intento di ottenere l’uso esclusivo dell’area. Il provvedimento impugnato è stato annullato. Le spese sono state compensate per la peculiarità della vicenda.
Norme richiamate
art. 180 d.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495
prevede espressamente la possibilità di installare dissuasori di sosta
La disposizione costituisce base normativa per la possibilità di installare dissuasori di sosta; una domanda avente tale oggetto non può essere respinta sulla base della mera assimilazione dell’intervento a una delimitazione di area pubblica per uso esclusivo.
art. 10-bis l. 7 agosto 1990, n. 241
preavviso di cui all’art. 10-bis
Il preavviso di rigetto avrebbe consentito al richiedente di chiarire i contorni della propria istanza e all’amministrazione di decidere sulla domanda effettivamente proposta.
art. 60 c.p.a.
Ricorrendone i presupposti e previo avviso alle parti, la controversia è stata definita in camera di consiglio con sentenza semplificata.
Massime di principio
- Il diniego amministrativo deve essere motivato in relazione all’effettivo oggetto della domanda; è illegittimo il rigetto fondato su una qualificazione dell’istanza diversa da quella concretamente proposta.
- La richiesta di installazione di dissuasori di sosta non equivale, di per sé, alla richiesta di delimitazione di un’area pubblica per uso esclusivo, poiché i dissuasori possono perseguire la regolazione della sosta senza impedire l’uso legittimo dell’area da parte della collettività.
- Il preavviso di rigetto ex art. 10-bis l. n. 241/1990 assolve anche alla funzione di consentire al privato di precisare l’oggetto e la portata della propria istanza, quando l’amministrazione prospetti una diversa qualificazione della richiesta.
- La presenza di manufatti analoghi in aree limitrofe può assumere rilievo ai fini della verifica della disparità di trattamento nell’esercizio del potere amministrativo.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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