Cassazione Penale, Sentenza n. 34947/2022 del 21/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Lecce che, riformando la decisione di primo grado del Tribunale di Taranto, aveva riqualificato i fatti come tentativo di furto in appartamento (con esclusione di una specifica aggravante). SHYTI ha dedotto reformatio in pejus e violazione del diritto al contraddittorio/art.6 CEDU per aver riconosciuto una fattispecie più grave senza nuove prove e senza rinnovazione probatoria; ha altresì denunciato travisamento della prova sostenendo che non vi era prova dell'effrazione o di un tentativo di ingresso. HALLULLI ha censurato la valutazione della prova indiziaria ai sensi dell'art.192 c.p.p., ritenendola illogica e congetturale, contestando la rilevanza attribuita alla grata parzialmente divelta e ad altri elementi indiziari.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi. Ha ritenuto infondato il motivo di reformatio in pejus poiché la Corte d'Appello si è limitata a qualificare i fatti secondo l'imputazione originaria, senza introdurre novità che abbiano sorpreso la difesa. Ha altresì ritenuto corretta la valutazione probatoria dei giudici di merito: la condotta degli imputati (saltare il muretto, armeggiare presso la finestra con torcia, rinvenimento di arnesi e passamontagna nell'auto, denuncia di danneggiamento alla grata) è stata ritenuta univocamente diretta all'introduzione nell'abitazione e idonea a realizzare il furto, configurando il tentativo. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art.625 cod.pen. (n.5)
Riferimento all'aggravante prevista per il furto; la Corte di Appello ha escluso tale aggravante ma ha comunque riqualificato il fatto come tentativo di furto.
art.56 cod.pen.
Principi sull'istituto del tentativo: la volontà dell'agente va ricostruita con tutti gli elementi e le circostanze che ne evidenziano la direzione univoca verso la consumazione del reato; rilevano atti preparatori idonei e probabili a realizzare lo scopo criminoso salvo eventi imprevedibili.
art.6 CEDU
Il diritto al giusto processo non viene automaticamente violato dalla riqualificazione in sede d'appello se la nuova qualificazione rientra nell'ambito delle accuse originarie e può essere contestata con ricorso per cassazione.
art.192 c.p.p.
Regole sulla valutazione della prova indiziaria: la motivazione deve essere logica e non congetturale; i giudici hanno il potere di valutare il quadro indiziario nel suo complesso e ritenere integrato il fatto secondo la coerenza e la univocità degli elementi.
Massime di principio
- La Corte d'appello può riqualificare i fatti in senso più grave rispetto al primo grado se la nuova qualificazione rientra nell'ambito dell'imputazione originaria e non introduce elementi sorpresa che limitino il diritto di difesa; in tal caso non opera la regola della reformatio in pejus illegittima.
- Per configurare il tentativo (art.56 c.p.) non è necessario il compimento dell'atto consumativo: rileva la volontà univoca e la concreta idoneità degli atti compiuti a realizzare il reato, valutando complessivamente gli elementi (prossimità al luogo, strumenti per l'effrazione, comportamento degli imputati, danni alla difesa domestica, ecc.).
- La valutazione degli indizi (art.192 c.p.p.) richiede motivazione logica e coerente ma non l'eliminazione di ogni ragionevole inferenza; la Cassazione sindaca la correttezza logico-giuridica della valutazione solo se emerge evidente illogicità, contraddittorietà o mancanza di motivazione.
- Lamentare violazione del diritto al contraddittorio o della CEDU per una riqualificazione in appello ha scarse chance se l'imputazione originale comprendeva la fattispecie poi riconosciuta; la via corretta per contestare la nuova qualificazione è il ricorso per cassazione.
- In presenza di più elementi convergenti (strumenti idonei rinvenuti, comportamento diretto verso l'abitazione, testimonianze degli operatori, danni alla protezione dell'immobile) il giudice può legittimamente ritenere integrato il tentativo anche senza prova di ingresso effettivo.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 21 set 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 34893/2022 del 21/09/2022
- Sentenza penale · 21 set 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 34895/2022 del 21/09/2022
- Sentenza penale · 21 set 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 34896/2022 del 21/09/2022
- Sentenza penale · 21 set 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 34897/2022 del 21/09/2022
- Sentenza penale · 21 set 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 34899/2022 del 21/09/2022
- Sentenza penale · 21 set 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 34900/2022 del 21/09/2022
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →