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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19405/2023 del 08/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. di Lecce (03/01/2022) per il reato di associazione mafiosa (art. 416-bis c.p.), con particolare censura della difesa sulla valutazione del ruolo apicale/organizzativo ascritto al Pascali. La difesa ha dedotto che il Tribunale del riesame, nell'esaminare il rinvio disposto dalla Corte di cassazione (sentenza n. 36399/2022), avrebbe semplicemente riaffermato elementi già censurati (due episodi estorsivi riconducibili a rapporti personali) senza rispettare il perimetro del controllo disposto dalla Corte; ha inoltre sottolineato la totale estraneità del ricorrente alla gestione del narcotraffico, ritenendo illogico che chi sia "promotore" non partecipi a quel settore dell'attività del clan.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile come manifestamente infondato. Il Tribunale del riesame è stato ritenuto aver correttamente valutato, nel rispetto delle indicazioni della Corte di cassazione, elementi ulteriori e convergenti (varie estorsioni, capacità di affiliamento, gestione dei proventi, conversazioni/lettere che indicano riconoscimento di ruolo, uso di spedizioni punitive e armi) che dimostrano per il Pascali un ruolo gestorio/organizzativo nel settore delle estorsioni del sodalizio. È stata confermata la qualificazione del fratello Nicola quale posizione apicale generale, mentre a Giuseppe Pascali è stato riconosciuto un ruolo di "dirigente/organizzatore" limitato al settore estorsivo. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende (art. 616 c.p.p.); disposta la trasmissione dell'ordinanza al direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art. 94 disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    La norma è stata applicata per contestare la partecipazione a un'associazione di tipo mafioso; il giudice ha distinto fra vertice generale (fratello Nicola) e ruolo apicale/organizzativo limitato al settore delle estorsioni svolto dal ricorrente, valutando elementi che dimostrano autonomia decisionale e di gestione delle attività estorsive

  • artt. 627 - 628 cod. proc. pen.

    Richiamati dalla difesa come presunte violazioni procedurali nel ricorso per cassazione; il giudice ha ritenuto il motivo manifestamente infondato e dunque il ricorso inammissibile

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, trattandosi di inammissibilità per profili di colpa, al versamento di una somma alla Cassa delle Ammende

  • art. 94, comma 1-ter, disposizioni di attuazione c.p.p.

    Disposta la trasmissione di copia dell'ordinanza al direttore dell'istituto penitenziario perché adotti i provvedimenti previsti, dato che la decisione non comporta la rimessione in libertà

  • Sentenza della Corte di cassazione n. 36399/2022 (sentenza rescindente)

    Ha rimesso al giudice territoriale la verifica del ruolo di vertice attribuito all'indagato, segnalando che precedenti inferenze si basavano su singoli episodi personali e chiedendo un esame più preciso del ruolo concreto e dell'autonomia decisionale rispetto al fratello

  • Giurisprudenza richiamata: Sez. 2, n. 316 del 27/09/2016 (Riva, Rv. 268962)

    Fornisce criteri interpretativi sul significato dei termini 'dirigente' e 'organizzatore' in ambito associativo mafioso; il Tribunale si è attenuto a tali criteri per qualificare il ruolo del ricorrente

Massime di principio

  • Su rinvio della Corte di cassazione il giudice territoriale deve verificare il punto concreto indicato dalla Cassazione, ma può valutare l'intero compendio probatorio e non è vincolato a escludere a priori elementi già esaminati se nel nuovo esame risultano complessivamente significativi
  • Il ruolo apicale nell'ambito di un'organizzazione mafiosa può essere riconosciuto anche in modo settoriale: non è necessario che lo stesso soggetto partecipi a tutti i business criminali (es. narcotraffico) purché sia dimostrata autonomia decisionale e capacità di organizzare e gestire un'area rilevante dell'attività del clan
  • Per riconoscere un ruolo di 'organizzatore' o 'dirigente' è utile dimostrare, anche in combinazione: autonomia nelle scelte operative, capacità di affiliamento, gestione dei proventi, ordinazione di spedizioni punitive e la percezione del ruolo da parte dei sodali (conversazioni, lettere, versamenti dei proventi)
  • Singoli episodi personali di criminalità non sono automaticamente sufficienti a dimostrare una posizione di vertice, ma la convergenza di più elementi probatori e indiziari può integrare il quadro necessario per misure cautelari
  • I ricorsi per cassazione considerati manifestamente infondati comportano non solo il rigetto ma anche sanzioni economiche (art. 616 c.p.p.), segnalando la necessità di valutare con attenzione la fondatezza dell'impugnazione prima di proporla

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