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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31780/2022 del 29/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del tribunale di Napoli che confermava il sequestro preventivo disposto dal Gip (07/05/2021) sui beni ritenuti profitto del reato previsto dall'art. 2 del d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74. Il ricorrente contestava l'assenza/inadeguatezza della motivazione (vizio della motivazione per relationem, omissione di autonoma valutazione), denunciando che il riesame si era limitato a richiamare un'ordinanza precedente senza argomentare specificamente sulla sua posizione; lamentava anche che non era stata data valutazione ai documenti contabili prodotti a dimostrazione dell'assolvimento degli obblighi IVA e che gli elementi probatori (intercettazioni, testimonianze, informazioni su altri coindagati) non erano idonei a costruire la gravità indiziaria in capo a Paparo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorso potesse essere proposto in Cassazione solo per violazione di legge ex art. 325 c.p.p. e/o per vizi motivazionali talmente gravi da rendere il provvedimento incomprensibile. Tuttavia ha ritenuto che l'ordinanza del tribunale del riesame contenesse sufficiente motivazione: richiamava l'ordinanza del 1/07/2021 che aveva ricostruito il ruolo specifico di Paparo quale gestore di un deposito commerciale, gli acquisti ripetuti di prodotti petroliferi stoccati presso il deposito Garolla tramite fittizi trasporti e l'intermediazione di società cartiere; citava chat e mail estratte dai pc e telefoni dei coindagati e l'informativa della Guardia di Finanza (n. 357917/01/08/2020) che aveva evidenziato documenti fiscali inattendibili, società fittizie e modalità operative. Per questi motivi la motivazione non è risultata del tutto assente o meramente apparente. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, art. 2

    Richiamato come norma del reato-presupposto (delitti tributari) cui si riferisce il sequestro preventivo dei profitti derivanti dall'evasione/imposta evasa.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Stabilisce che il ricorso per cassazione avverso provvedimenti cautelari reali è consentito per violazione di legge; la corte precisa che solo vizi di legge o vizi motivazionali radicali (motivazione assente o meramente apparente) legittimano l'ammissione del ricorso.

  • Giurisprudenza - Sez. U., n. 25932 del 29/05/2008

    Richiamata per il principio secondo cui il vizio che rende ammissibile il ricorso per cassazione comprende errori in iudicando/procedendo e i vizi della motivazione così gravi da non rendere comprensibile l'itinerario logico del giudice.

Massime di principio

  • Il ricorso in Cassazione avverso provvedimenti cautelari reali è ammesso principalmente per violazione di legge; i profili meramente critici sulla valutazione delle prove sono spesso inammissibili se non evidenziano un vizio di diritto o una motivazione del tutto assente o meramente apparente.
  • Per rendere assorbente un'impugnazione su motivazione insufficiente occorre dimostrare puntualmente l'assenza di qualsivoglia apparato argomentativo o l'incomprensibilità dell'itinerario logico; il richiamo a precedenti ordinanze e l'uso di elementi investigativi (informative, chat, mail, osservazioni) possono costituire motivazione adeguata se collegati alla posizione del ricorrente.
  • Nel contestare un sequestro preventivo per profitto di reato tributario è essenziale mostrare concretamente l'insussistenza del nesso specifico tra gli elementi indiziari prodotti e la posizione personale del ricorrente; la mera presenza di indizi relativi ad altri coindagati non è sufficiente se il provvedimento li ha correttamente collegati alla condotta del ricorrente.
  • La produzione di documentazione contabile e giustificativi IVA richiede che il giudice effettui una valutazione motivata; il difensore deve indicare con precisione le ragioni per cui tali documenti avrebbero dovuto escludere il fumus commissi delicti, non limitarsi a contestazioni generiche.
  • Elementi investigativi come società fittizie, documenti fiscali inattendibili, intercettazioni, chat e servizi di osservazione possono legittimare misure cautelari reali se il giudice illustra il nesso logico tra tali elementi e la responsabilità del singolo indagato.
  • Nel redigere impugnazioni in sede di legittimità è strategico articolare chiaramente il vizio di diritto o la specifica carenza motivazionale (punti omessi, mancata considerazione di prove decisive, contraddizioni insanabili) perché i limiti di ammissibilità sono stringenti.

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