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Sentenza

Sentenza del 17/09/2018 n. 1583 - Comm. Trib. Reg. per la Toscana

Non disponibile

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso un giudizio di ottemperanza per ottenere l'integrale esecuzione della sentenza della Corte di Cassazione n. 205/2017, che aveva reso definitivo il diritto di M. L. al rimborso di euro 18.190,32, oltre interessi, per IRAP relativa agli anni 1999-2002. L'Agenzia delle Entrate aveva restituito soltanto euro 14.184,60 circa, detraendo euro 4.005,72 perché tale importo era stato utilizzato dal contribuente in compensazione con altre imposte. La ricorrente ha contestato la legittimità di tale compensazione, sostenendo anche che i relativi crediti fossero decaduti o prescritti.

La decisione

Il ricorso è stato accolto. Il giudice ha ritenuto che il giudizio di ottemperanza abbia carattere chiuso: può chiarire e rendere effettivo il contenuto del giudicato, ma non può modificarlo né introdurre nuove eccezioni o diritti. Poiché la sentenza definitiva riconosceva un rimborso complessivo di euro 18.190,32, l'Agenzia non poteva far valere per la prima volta in sede di ottemperanza la compensazione di euro 4.005,72; tale eccezione avrebbe dovuto essere proposta nel giudizio di merito. L'Agenzia delle Entrate è stata quindi condannata a corrispondere a T. E. euro 4.005,72, oltre agli interessi dal parziale pagamento fino al saldo, entro il 31 ottobre 2018. Le spese del giudizio sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • Principio giurisprudenziale sul carattere chiuso del giudizio di ottemperanza, Cassazione n. 8830/2014

    In tema di giudizio di ottemperanza alle decisioni delle commissioni tributarie, il potere del giudice sul comando definitivo inevaso va esercitato entro i confini invalicabili posti dall'oggetto della controversia definita col giudicato.

    Il giudice dell'ottemperanza può precisare il significato e gli obblighi derivanti da una sentenza definitiva, ma non può riconoscere diritti nuovi, negare diritti già riconosciuti o esaminare per la prima volta eccezioni che avrebbero dovuto essere dedotte nel giudizio di merito.

  • Sentenza della Corte di Cassazione n. 205/2017

    Ha reso definitivo il diritto al rimborso IRAP già riconosciuto dalla CTR Toscana, consolidando l'obbligo dell'Amministrazione di restituire l'importo complessivo stabilito dal giudicato.

  • Sentenza della CTR Toscana n. 139/1/10 del 21 giugno 2010

    Ha riconosciuto a M. L. il diritto al rimborso di euro 18.190,32, oltre interessi, per IRAP; il suo contenuto è stato considerato sufficientemente chiaro e non necessitava di interpretazioni integrative.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza l'Amministrazione deve eseguire esattamente quanto stabilito dal giudicato e non può ridurre unilateralmente l'importo riconosciuto sulla base di eccezioni nuove.
  • Le eccezioni di compensazione, decadenza o prescrizione devono essere normalmente proposte nel giudizio di merito o comunque nella sede processuale appropriata; non possono essere introdotte per la prima volta nell'ottemperanza se modificano il contenuto del giudicato.
  • Quando una sentenza definitiva riconosce un importo determinato e non presenta ambiguità, il giudice dell'ottemperanza deve assicurare il pagamento integrale, senza rimettere in discussione il rapporto sostanziale già deciso.
  • Il fatto che il contribuente abbia eventualmente utilizzato un credito in compensazione non consente automaticamente all'Amministrazione di sottrarre tale importo dal rimborso riconosciuto: la questione deve essere stata tempestivamente dedotta e accertata nel giudizio di merito.
  • Un pagamento solo parziale di quanto stabilito dal giudicato consente al beneficiario di chiedere l'ottemperanza per ottenere il residuo, oltre agli interessi maturati secondo quanto disposto dal giudice.

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