Sentenza n. 488/2026 - Latina, Sezione 1
per l'annullamento Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: dell’ordinanza di demolizione n.-OMISSIS- del 25.11.2016 (prot. n. -OMISSIS-) ed atti connessi, presupposti e/o conseguenti; Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da Paletta Alessandro il 19 aprile 2023: del verbale in data 18.11.2022 di accertamento di inadempienza all’ingiunzione di demolizione dei lavori edilizi abusivi contenuta nell’ordinanza n.-OMISSIS-/6035 (recte: 6025) del 25.11.2016, redatto dal Comune di Latina, Comando Polizia Locale, UOC Polizia Giudiziaria ed Amministrativa, Nucleo Polizia Edilizia e P.G., e notificato il 01.02.2023.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza di demolizione di opere abusive e successivo verbale di accertamento dell'inottemperanza all'ingiunzione demolitoria
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza comunale di demolizione di opere edilizie abusive e, con motivi aggiunti, il verbale di accertamento dell'inottemperanza all'ingiunzione demolitoria. Nel corso del giudizio ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, prospettando la possibilità di presentare un'istanza di accertamento di conformità ai sensi dell'art. 36-bis d.P.R. n. 380/2001, poi effettivamente presentata. Il Comune ha inoltre prodotto una nota relativa all'improcedibilità della SCIA. Non sono stati quindi esaminati i motivi di illegittimità dedotti contro gli atti edilizi.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso, comprensivo dei motivi aggiunti, improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Il Collegio ha ritenuto vincolante la dichiarazione espressa del ricorrente, mantenuta ferma sino all'udienza, in applicazione del carattere dispositivo del processo amministrativo: fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione, il ricorrente può disporre dell'azione e dichiarare di non avere più interesse alla decisione. Il giudice non può esaminare d'ufficio il merito né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. Le spese sono state compensate nei confronti del Comune di Latina; nulla è stato disposto nei confronti della parte non costituita.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso.
art. 85, comma 9, c.p.a.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
art. 36-bis d.P.R. n. 380/2001
La disposizione è richiamata quale base normativa dell'istanza di accertamento di conformità presentata dal ricorrente; il TAR non ne esamina il merito.
Massime di principio
- Nel processo amministrativo, il ricorrente conserva la disponibilità dell'azione sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e può dichiarare di non avere più interesse alla pronuncia di merito.
- A fronte di un'espressa dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse, non contrastata da diverse richieste delle altre parti, il giudice amministrativo deve dichiarare l'improcedibilità del ricorso e non può esaminare d'ufficio il merito né sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell'interesse ad agire.
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