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Sentenza

Sentenza del 20/11/2015 n. 23748 - Corte di Cassazione

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Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Consorzio ha impugnato la sentenza della Commissione tributaria regionale della Puglia contestando, principalmente, la tardività dell'avviso di accertamento notificato il 18 aprile 2006, sostenendo che non fosse applicabile la proroga biennale dei termini prevista dall'art. 10 della legge n. 289/2002, poiché il contribuente non aveva potuto accedere al condono a causa della precedente notifica di un processo verbale di constatazione. Ha inoltre denunciato la violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, sostenendo che la CTR avesse qualificato diversamente i versamenti effettuati da una consorziata e che non si fosse pronunciata su alcune censure relative alla motivazione dell'avviso di accertamento.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha stabilito che la proroga biennale dei termini di accertamento si applica a tutti i contribuenti che non si sono avvalsi delle disposizioni di definizione agevolata, anche quando non abbiano potuto accedervi per cause ostative, come la precedente notifica di un processo verbale di constatazione. Ha ritenuto inammissibile o comunque infondato il motivo relativo alla qualificazione dei versamenti della consorziata, poiché il giudice tributario poteva qualificare i fatti sulla base degli elementi dedotti dall'Amministrazione finanziaria senza modificare la causa della pretesa. Ha infine escluso l'omessa pronuncia, rilevando che la CTP aveva implicitamente deciso anche le ulteriori contestazioni. Il Consorzio è stato condannato a rimborsare all'Agenzia delle entrate le spese del giudizio di cassazione, liquidate in 5.000 euro, oltre spese prenotate a debito.

Norme richiamate

  • Legge n. 289/2002, art. 10

    Per i contribuenti che non si avvalgono delle disposizioni recate dagli artt. da 7 a 9 della presente legge [...] i termini [...] sono prorogati di due anni

    La disposizione è stata interpretata letteralmente: la proroga biennale opera per tutti i contribuenti che comunque non si avvalgono delle definizioni agevolate, senza distinguere tra chi abbia scelto di non aderire e chi non abbia potuto aderire per una causa ostativa.

  • Legge n. 289/2002, art. 9, comma 14, lettera a

    Le disposizioni del presente articolo non si applicano qualora [...] sia stato notificato processo verbale di constatazione con esito positivo ovvero avviso di accertamento

    La precedente notifica di un processo verbale di constatazione con esito positivo impedisce l'accesso al condono tombale, ma non esclude l'applicazione della proroga biennale prevista dall'art. 10.

  • D.P.R. n. 600/1973, art. 43

    I termini per l'accertamento delle imposte sui redditi sono soggetti alla proroga biennale prevista dalla legge n. 289/2002.

  • D.P.R. n. 633/1972, art. 57

    I termini per l'accertamento IVA sono soggetti alla medesima proroga biennale.

  • Legge n. 212/2000, art. 7

    La disposizione è stata richiamata dal contribuente in relazione agli obblighi di motivazione degli atti tributari, ma la censura non ha condotto all'annullamento dell'accertamento.

  • Codice di procedura civile, art. 112

    Il giudice non può attribuire una qualificazione completamente estranea alla pretesa dedotta, ma può qualificare giuridicamente i fatti e gli elementi già sottoposti al contraddittorio senza violare il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.

Massime di principio

  • Quando una norma fiscale stabilisce che un beneficio opera per chiunque non se ne avvalga, l'interpretazione letterale può includere anche chi non abbia potuto accedervi per una causa ostativa, se la legge non prevede una distinzione espressa.
  • La preclusione all'accesso a un condono non comporta necessariamente l'esclusione dalle proroghe dei termini di accertamento collegate al mancato utilizzo del condono.
  • Il giudice tributario può qualificare diversamente i fatti e le movimentazioni finanziarie già contestati dall'Amministrazione, purché non introduca una pretesa completamente nuova e resti nei limiti del fatto storico dedotto nell'avviso di accertamento.
  • La mancata risposta espressa a una singola argomentazione non integra automaticamente omessa pronuncia: essa può risultare implicitamente respinta quando la decisione sul merito sia incompatibile con la relativa censura.
  • Nel ricorso per cassazione, i quesiti di diritto devono essere specifici e collegati alla concreta fattispecie; quesiti formulati in termini astratti possono determinare l'inammissibilità del motivo.

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