Sentenza del 21/01/2015 n. 184 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Agevolazioni ed esenzioni - Incentivo esodo - Cessazione rapporto lavoro - Somme erogate - Tassazione agevolata 50% - Soggetto inferiore 55 anni - Mancata applicazione - Ius superveniens - Istanza rimborso - Ultimo pagamento - Termine quarantotto mesi - Intervenuta decadenza - Rileva - Legittimità diniego rimborso - Consegue.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl diniego di rimborso è stato ritenuto legittimo. Sebbene il contribuente avesse, in astratto, diritto al ricalcolo dell'imposta in misura agevolata e alla restituzione della differenza, la relativa istanza era tardiva perché presentata oltre quarantotto mesi dal pagamento effettuato nel 2002. Lo ius superveniens non ha quindi impedito il maturare della decadenza dal diritto al rimborso.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il contribuente aveva assoggettato a tassazione ordinaria, anziché agevolata al 50%, le somme ricevute nel 2002 come incentivo all'esodo. A seguito di uno ius superveniens, tale trattamento agevolato risultava applicabile anche ai lavoratori di età inferiore a 55 anni, con conseguente possibile diritto alla restituzione della maggiore IRPEF pagata. Tuttavia, l'istanza di rimborso era stata presentata nel 2010, oltre il termine decadenziale di quarantotto mesi decorrente dal pagamento dell'imposta.
Norme richiamate
Art. 19, comma 4, D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917
Prevede il regime fiscale agevolato applicabile alle somme corrisposte in occasione della cessazione del rapporto di lavoro a titolo di incentivo all'esodo. Nel caso esaminato, lo ius superveniens ha consentito di riconoscere il beneficio anche al contribuente inizialmente escluso per ragioni di età.
Art. 38, comma 2, D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602
Stabilisce il termine di quarantotto mesi per chiedere il rimborso delle imposte dirette indebitamente versate. Il termine decorre dal pagamento e, una volta scaduto, determina la decadenza dal diritto al rimborso.
Cassazione civile, sentenza n. 13676 del 16 giugno 2014
Conferma la rilevanza del termine decadenziale di quarantotto mesi per la richiesta di rimborso, anche quando il diritto sostanziale al rimborso derivi da una modifica normativa o giurisprudenziale successiva.
Massime di principio
- Il riconoscimento successivo di un'agevolazione fiscale può attribuire il diritto sostanziale al rimborso, ma non elimina automaticamente i termini decadenziali per esercitarlo.
- Per le imposte dirette, la richiesta di rimborso deve normalmente essere presentata entro quarantotto mesi dal pagamento, salvo specifiche disposizioni contrarie.
- La decorrenza del termine va verificata con riferimento al pagamento dell'imposta e non, di regola, alla data in cui il contribuente viene a conoscenza dell'interpretazione favorevole o dello ius superveniens.
- Prima di presentare un'istanza di rimborso occorre verificare sia l'esistenza del diritto sostanziale sia la tempestività della domanda; il secondo requisito può impedire il rimborso anche quando il primo sia riconosciuto.
- Un orientamento normativo o giurisprudenziale sopravvenuto non riapre necessariamente termini già scaduti e non consente, di per sé, di superare una decadenza già maturata.
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