Cassazione Civile, Sentenza n. 18286/2024 del 04/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza della Commissione tributaria regionale (Sezione staccata di Brescia) che aveva accolto l'appello dell'ADM e confermato la confisca di un'autovettura Jaguar importata senza le previste autorizzazioni. L'atto impositivo contestava il mancato pagamento di diritti di confine (dazi) e dell'IVA all'importazione; il veicolo era stato posto in confisca. In Cassazione i ricorrenti hanno proposto sei motivi tra i quali: nullità della motivazione della sentenza di appello e violazione dell'art.112 c.p.c.; violazione del principio di proporzionalità e della giurisprudenza UE (C-273/13 Equoland) relativamente alla confisca; inefficacia della confisca in presenza di definizione agevolata delle sanzioni; illegittimità della confisca su bene di terzo (leasing); questione di massima sull'applicabilità dell'art.301 TULD alle fattispecie di "contrabbando semplice" depenalizzate dal d.lgs. n.8/2016, e il diverso trattamento dell'IVA all'importazione richiamata dall'art.70 DPR n.633/1972.
La decisione
Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte ha ritenuto in parte infondati e in parte inammissibili i motivi di gravame: le censure sulla motivazione della CTR non hanno evidenziato una motivazione insufficiente o incapace di far comprendere il ragionamento del giudice; le doglianze sulla proporzionalità e sull'impatto della depenalizzazione non hanno impedito l'applicazione della confisca nel caso concreto. La Corte ha chiarito che, nel caso di specie, la confisca è legittima in quanto, con riguardo ai dazi evasi (importo inferiore a €4.000), la fattispecie rientra nell'art.295-bis TULD che prevede l'applicazione delle disposizioni dell'art.301 TULD; dunque la confisca ha base normativa autonoma e non è stata abrogata dall'intervento di depenalizzazione. Inoltre la diversità fra dazi e IVA all'importazione impedisce la cumulazione degli importi ai fini sanzionatori, e l'esistenza dell'Iva evasa non incide sulla legittimità della confisca fondata sui dazi. Alcuni motivi sono stati giudicati inammissibili per novità o difetto di interesse (es. eccezione del terzo proprietario). Le spese sono compensate.
Norme richiamate
art. 295-bis, TULD
Nei casi previsti dagli articoli 282, 283, 284, 285, 286, 287, 288, 289, 290, 291, 292 e 294, se l'ammontare dei diritti di confine dovuti non supera euro 3.999,96 e non ricorrono le circostanze indicate dall'articolo 295, secondo comma, si applica, in luogo della pena stabilita dai medesimi articoli, la sanzione amministrativa pecuniaria non minore di due e non maggiore di dieci volte i diritti di confine dovuti. [...] Le disposizioni degli articoli 301, 301-bis e 333 si osservano anche con riguardo alle violazioni previste dal presente articolo.
La Corte ha ritenuto che, per i dazi evasi (inferiori a €4.000), la fattispecie rientri nell'art.295-bis; tale norma richiama l'applicazione delle disposizioni dell'art.301 TULD, così giustificando l'adozione della confisca anche dopo la depenalizzazione del contrabbando.
art. 301, TULD
Nei casi di contrabbando è sempre ordinata la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono l'oggetto ovvero il prodotto o il profitto. [...] Si applicano le disposizioni dell'articolo 240 del codice penale se si tratta di mezzo di trasporto appartenente a persona estranea al reato qualora questa dimostri di non averne potuto prevedere l'illecito impiego anche occasionale e di non essere incorsa in un difetto di vigilanza.
La confisca prevista dall'art.301 TULD ha natura di misura di sicurezza patrimoniale, particolarmente afflittiva e con finalità special-preventiva. Nel caso esaminato la sua applicazione è stata ritenuta coerente e proporzionata rispetto alla tutela degli interessi finanziari dello Stato e dell'UE.
art. 282, TULD
Riguarda la fattispecie di "contrabbando semplice"; la Corte ha riconosciuto che la depenalizzazione penale non equivale automaticamente alla rimozione della confisca amministrativa/doganale quando una specifica normativa amministrativa (es. art.295-bis) prevede diversamente.
art. 70, DPR n. 633/1972
Collega l'IVA all'importazione alle regole doganali; tuttavia la Corte ha rilevato che, ai fini sanzionatori e dell'applicazione della confisca, l'ammontare dei dazi e dell'IVA non si cumulano e la presenza di IVA evasa non elimina la possibilità di applicare la confisca fondata sui dazi.
d.lgs. 15 gennaio 2016, n. 8 (depinalizzazione)
La depenalizzazione del 2016 ha attenuato il regime penale per alcune fattispecie di contrabbando; la Corte però ha sottolineato che tale depenalizzazione non ha abrogato le previsioni amministrative/doganali (in particolare quelle richiamate dall'art.295-bis e dall'art.301 TULD) che possono comportare la confisca.
d.lgs. 14 luglio 2020, n. 75
Modifica dell'assetto successiva alla depenalizzazione: esclude la depenalizzazione per i reati doganali quando l'ammontare dei diritti di confine dovuti supera €10.000, a segnalare un inasprimento volto a tutelare gli interessi finanziari dell'UE. La Corte ha richiamato questo intervento come elemento del contesto normativo.
art. 240, codice penale
Norma sulla confisca penale, richiamata per distinguere la confisca penale dalla confisca speciale doganale: quest'ultima ha natura, portata e finalità diverse e autonome.
art. 20, legge 24 novembre 1981, n. 689
Prevede la confisca amministrativa nelle violazioni amministrative; la Corte la confronta con la più afflittiva confisca doganale prevista dall'art.301 TULD per sottolineare le diverse funzioni giuridiche delle misure ablative.
art. 337, r.d. 13 febbraio 1896, n. 65
Regola il riscatto del bene confiscato (possibilità di restituzione dietro pagamento di diritti, multe e valore del bene); la Corte ne segnala l'esistenza e l'interazione con le norme doganali in materia di estinzione dell'obbligazione.
Massime di principio
- La depenalizzazione penale del "contrabbando semplice" non implica automaticamente la rimozione della confisca amministrativa/doganale: se una norma amministrativa (es. art.295-bis TULD) richiama l'art.301 TULD la confisca può essere ordinata anche per violazioni depenalizzate.
- Quando sia contestata sia l'evasione dei dazi sia dell'IVA all'importazione, gli importi non si cumulano ai fini della determinazione delle sanzioni doganali: si valuta separatamente la rilevanza penale/amministrativa di ciascun tributo.
- La confisca doganale prevista dall'art.301 TULD ha natura di misura di sicurezza/preventiva e può essere considerata proporzionata rispetto agli obiettivi di tutela degli interessi finanziari statali e comunitari, specie in presenza di disposizioni specifiche che la prevedono.
- Eccezioni relative al terzo proprietario del bene (es. leasing) devono essere tempestivamente dedotte e provate nei gradi di merito; sollevare tali questioni per la prima volta in Cassazione comporta, di frequente, l'inammissibilità del motivo per novità o difetto di interesse.
- I vizi di motivazione della sentenza di merito sono rilevanti solo se la motivazione risulta oggettivamente incapace di far comprendere il percorso logico-giuridico; una motivazione essenziale ma comprensibile è generalmente ritenuta sufficiente.
- Le modifiche legislative successive (es. inasprimenti o chiarimenti del regime sanzionatorio) e la giurisprudenza UE sono elementi del quadro interpretativo, ma non travolgono immediatamente applicazioni normative specifiche già previste dall'ordinamento nazionale/doganale.
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