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Ordinanza

Ordinanza n. 642/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202600768

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza cautelare del TAR Lazio, Sez. III, n. 251 del 2026, relativa agli atti di rigetto della domanda di riconoscimento della parità scolastica

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione scolastica)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società appellante ha impugnato l'ordinanza cautelare del TAR Lazio, chiedendo la sospensione dell'efficacia degli atti impugnati nel giudizio introduttivo, in modo che l'istituto fosse considerato scuola paritaria almeno sino alla conclusione dell'anno scolastico. Ha dedotto il grave e irreparabile pregiudizio derivante dall'attesa della definizione del giudizio di merito. In precedenza, il Consiglio di Stato aveva accolto un appello cautelare ai soli fini della sollecita fissazione dell'udienza di merito, senza sospendere gli atti impugnati. La nuova istanza cautelare assumeva che, essendo l'anno scolastico già iniziato, il danno non consistesse più nel mancato conseguimento dello status, bensì nella perdita di uno status asseritamente acquisito.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello cautelare. Ha ritenuto che la sospensione dell'atto di rigetto non sarebbe stata, di per sé, idonea a consentire all'istituto l'esercizio dell'attività come scuola paritaria, poiché tale attività resta subordinata all'autorizzazione ministeriale. Nel caso concreto si trattava di una domanda volta a ottenere per la prima volta il riconoscimento della parità scolastica, non della revoca di uno status già riconosciuto. Pertanto, la misura cautelare richiesta avrebbe attribuito direttamente il bene della vita finale, ottenibile soltanto mediante l'accoglimento del ricorso nel merito e la favorevole riedizione dell'azione amministrativa. Il temporaneo riconoscimento amministrativo intervenuto in esecuzione del precedente provvedimento monocratico era limitato alla celebrazione della camera di consiglio e non costituiva riconoscimento definitivo né poteva essere stabilizzato in via giurisdizionale. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l'appello cautelare davanti al Consiglio di Stato, nell'ambito del quale è stata esaminata l'impugnazione dell'ordinanza cautelare del TAR.

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    Consente, nell'ambito della tutela cautelare, di disporre la sollecita fissazione dell'udienza di merito senza sospendere gli atti impugnati; tale era il contenuto della precedente ordinanza cautelare richiamata dal Collegio.

Massime di principio

  • La sospensione cautelare di un provvedimento di rigetto non è idonea, di per sé, a costituire il titolo per l'esercizio di un'attività subordinata a un'autorizzazione amministrativa non ancora rilasciata.
  • In sede cautelare non può essere attribuito direttamente il bene della vita finale richiesto per la prima volta dal privato, quando il suo conseguimento presuppone l'esito favorevole del giudizio di merito e la riedizione dell'azione amministrativa.
  • Il riconoscimento temporaneo di una situazione giuridica disposto in via interinale in esecuzione di una misura monocratica, e limitato alla celebrazione della camera di consiglio, non equivale al riconoscimento definitivo dello status sostanziale né fonda una pretesa alla sua conservazione per l'intero periodo successivo.
  • La tutela cautelare finalizzata alla sollecita fissazione dell'udienza di merito, disposta senza sospensione degli atti impugnati ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a., non attribuisce al ricorrente il bene della vita oggetto della domanda amministrativa.

Come è indicizzato

MaterieScuole paritarie e privateTutela cautelare
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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