Cassazione Penale, Sentenza n. 14403/2026 del 20/04/2026
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello per vari motivi: Birtalan denunzia la mancanza grafica della motivazione in relazione alla richiesta di riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche; Paminond lamenta carenza, illogicità e contraddittorietà della motivazione sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e sulla conferma della pena, nonché violazione dell'art. 163 c.p. (mancata risposta alla richiesta di sospensione condizionale della pena) e degli artt. 53 ss. L. 689/1981 (mancata risposta sulla sostituzione della pena detentiva); Nechita censura la motivazione in relazione alla conferma delle condanne per associazione per delinquere e rapina (contestando la valutazione delle intercettazioni e dei contatti telefonici), nonché il mancato riconoscimento delle attenuanti ex art. 62-bis c.p. nonostante la confessione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili tutti i ricorsi come manifestamente infondati, generici o non consentiti. Sul punto di merito: per Birtalan ha ritenuto che il rifiuto delle attenuanti generiche risultasse comunque implicito dalla motivazione complessiva della Corte territoriale; per Paminond ha ritenuto i motivi non consentiti o generici e ha ritenuto implicite le ragioni del diniego della sospensione condizionale richiamando il giudizio negativo sulle attenuanti e sui profili di pericolosità; per Nechita ha confermato che la valutazione probatoria dei giudici di merito è coerente, che le critiche tentano una diversa lettura del materiale probatorio preclusa in Cassazione e che il diniego delle attenuanti è adeguatamente motivato. Tutti i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a una somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Decisione resa il 27/03/2026.
Norme richiamate
art. 416 cod. pen. (associazione per delinquere)
Usato per qualificare e confermare la condotta associativa imputata; la Corte territoriale ha motivato la sussistenza della fattispecie sulla base di intercettazioni, divisione dei compiti e ruolo apicale.
art. 163 cod. pen. (sospensione condizionale della pena)
La mancata concessione del beneficio può risultare implicita nella motivazione che nega le attenuanti generiche, poiché la concessione dipende dagli elementi valutati ai sensi dell'art. 133 c.p.
art. 53 e ss. legge 24 novembre 1981, n. 689 (sostituzione delle pene detentive brevi)
art. 53 ss. Legge n. 689/1981
La richiesta di sostituzione della pena deve essere formulata con deduzioni specifiche e corrispondenti requisiti; una domanda generica è inammissibile per difetto di specificazione.
art. 133 cod. pen. (criteri di determinazione della pena)
Richiamato come criterio per valutare l'adeguatezza della pena; la Corte ha ritenuto che nei casi di pene ben al di sotto dell'edittale l'onere motivazionale si attenua e sia sufficiente un richiamo al criterio di adeguatezza.
art. 62-bis cod. pen. (resipiscenza)
Invocato da Nechita per ottenere attenuanti in ragione della confessione; la Corte ha ritenuto la confessione connotata da finalità apologetiche e non meritevole delle attenuanti richieste.
art. 606 cod. proc. pen. (motivazione e vizio manifestamente illogico)
art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.
Richiamato per delimitare il sindacato di Cassazione: la sostituzione della motivazione o la rielaborazione probatoria è preclusa se il motivo propone solo una lettura alternativa non inconfutabile dei fatti.
art. 616 cod. proc. pen. (condanna per spese e ammende in caso di ricorso inammissibile)
Applicato per condannare i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende in ragione della inammissibilità dei ricorsi.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen. (termini e modalità del ricorso)
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Richiamato per la formulazione dei motivi di ricorso, segnalando che i motivi dovevano rispettare i limiti di ammissibilità tipici dell'istanza di cassazione.
art. 611, comma 1, cod. proc. pen. (trattazione scritta)
art. 611, comma 1, cod. proc. pen.
Il giudizio è stato definito con trattazione scritta ai sensi di tale norma; la Corte ha deciso sulla base degli atti scritti senza udienza pubblica.
art. 20-bis cod. proc. pen. (sostituzione delle pene detentive brevi – onere di deduzione)
art. 20-bis cod. proc. pen.
Richiamato nella valutazione della genericità della richiesta di sostituzione della pena: l'appellante avrebbe dovuto esporre specifici requisiti per l'applicazione della norma.
Massime di principio
- In Cassazione non è consentito ottenere la riconsiderazione dei fatti con mero argomentare alternativo: i motivi che chiedono una diversa valutazione probatoria sono inammissibili salvo che la motivazione impugnata sia manifestamente illogica o contraddittoria in modo evidente.
- La mancata motivazione espressa su un punto può essere considerata soddisfatta se la decisione complessiva mostra in modo chiaro le ragioni del rigetto (motivazione implicita), soprattutto quando il giudice di merito ha esplicitato i criteri decisivi.
- Le doglianze generiche, prive di specifici richiami normativi o di puntuali deduzioni fattuali, sono inammissibili: l'onere di specificazione dell'appellante è essenziale per la valutazione di Cassazione.
- La richiesta di benefici (sospensione condizionale, sostituzione della pena) deve essere sorretta da una motivazione puntuale che dimostri il possesso dei requisiti previsti dalla legge; una formula generica non obbliga il giudice di merito a motivare il rifiuto e rende la censura inammissibile in Cassazione.
- Quando la Corte d'appello conferma integralmente o in modo coerente la sentenza di primo grado (doppia conforme), la struttura argomentativa delle due decisioni forma un unico corpo decisorio che Cassazione esamina unitariamente; le critiche devono dunque incidere su vizi di diritto o su manifesta illogicità della motivazione.
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