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Sentenza

Sentenza del 24/06/2016 n. 4138 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

IRPEF - Spese di vitto e alloggio - Grave patologia - Ricovero presso struttura sanitaria - Deduzione - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguarda la deducibilità ai fini IRPEF delle spese sostenute presso una struttura sanitaria per vitto e alloggio connessi al ricovero di una persona affetta da grave e permanente invalidità o menomazione. Il contribuente ha sostenuto che tali costi fossero strettamente collegati alle cure e all’assistenza necessarie, nonostante l’articolo 10, lettera b), del d.P.R. n. 917/1986 menzioni espressamente le spese mediche e di assistenza specifica senza indicare testualmente vitto e alloggio.

La decisione

La deduzione è stata riconosciuta. È stato ritenuto che, nel caso di grave demenza senile difficilmente gestibile in ambito familiare, le spese di vitto e alloggio sostenute per il ricovero presso una struttura sanitaria siano strettamente funzionali alle cure e all’assistenza del contribuente e possano quindi rientrare tra le spese deducibili. È comunque necessario che i costi siano adeguatamente documentati mediante fattura o scontrino fiscale recante natura, qualità e quantità dei beni o servizi e il codice fiscale del destinatario.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 917/1986, art. 10, lettera b)

    Include le spese mediche e quelle di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione.

    La disposizione, pur non menzionando espressamente vitto e alloggio, può comprendere anche tali costi quando siano strettamente connessi alle cure e al ricovero resi necessari da una grave e permanente patologia.

  • Legge n. 104/1992, art. 3

    Riguarda i soggetti con minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che determini difficoltà di apprendimento, relazione o integrazione lavorativa e tale da comportare svantaggio sociale o emarginazione.

    Il richiamo alla norma individua la condizione di grave disabilità o invalidità rilevante ai fini dell’applicazione della disciplina fiscale.

Massime di principio

  • Le spese normalmente qualificabili come vitto e alloggio possono essere deducibili quando risultano indispensabili e strettamente collegate alle cure o all’assistenza derivanti da una grave e permanente patologia.
  • La deducibilità non deriva automaticamente dal semplice ricovero: occorre dimostrare la gravità della patologia, la necessità del ricovero e il collegamento funzionale tra le spese sostenute e le prestazioni sanitarie o assistenziali.
  • La documentazione fiscale deve identificare con precisione il servizio o il bene acquistato e il soggetto cui la spesa si riferisce, indicando almeno natura, qualità, quantità e codice fiscale del destinatario.
  • In presenza di patologie difficilmente gestibili in famiglia, le spese di permanenza presso una struttura sanitaria possono essere considerate parte integrante del percorso di cura e assistenza, anche se la norma non le elenca espressamente.
  • La valutazione deve essere effettuata caso per caso, verificando sia la documentazione sanitaria sia quella fiscale e distinguendo i costi realmente connessi all’assistenza da quelli meramente alberghieri o voluttuari.

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