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Sentenza

Sentenza n. 1432/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Campania - sede di Napoli (sezione seconda) del 17 novembre 2023, n. 6333

Giustizia amministrativa202400616

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Campania - Napoli che aveva annullato il diniego comunale di condono edilizio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (proprietarie o aventi causa)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda una domanda di condono edilizio presentata nel 1986 ai sensi della legge n. 47/1985 per unità immobiliari realizzate senza titolo. Il Comune aveva negato il condono nel 2019 ritenendo la dante causa delle originarie ricorrenti priva del titolo necessario a richiedere la sanatoria, individuando tale legittimazione nel promittente venditore del suolo. Il TAR aveva annullato il diniego, ritenendo che l'art. 31, comma 3, della legge n. 47/1985 attribuisse la legittimazione a qualunque soggetto interessato, compreso il responsabile dell'abuso. Il Comune ha appellato sostenendo che il preliminare di acquisto dell'area e la documentazione successivamente prodotta a integrazione della domanda fossero falsi, come accertato dai carabinieri, e che le aventi causa fossero quindi prive di un valido titolo giuridico di occupazione dell'immobile e di legittimazione a proseguire la domanda di condono per successione.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello e confermato la sentenza del TAR. Le contestazioni relative ai possibili falsi documentali non potevano essere utilizzate per sostenere in giudizio la legittimità del diniego, poiché tali falsità non erano state indicate dall'amministrazione come ragioni ostative nel provvedimento impugnato. Il giudice ha ribadito che il giudizio di annullamento deve limitarsi alla verifica della legittimità dei presupposti esplicitamente posti a fondamento dell'atto e che l'amministrazione non può integrare in sede processuale la motivazione del provvedimento introducendo ragioni nuove. Non vi è stata pronuncia sulle spese, in ragione della mancata costituzione delle appellate.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 3, l. 47/1985

    qualunque «soggetto interessato»

    La legittimazione a domandare il condono edilizio spetta a qualunque soggetto interessato a ottenere la sanatoria, compreso il responsabile dell'abuso.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato quale disposizione relativa all'udienza straordinaria.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità delle appellate.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti o della dignità delle appellate.

Massime di principio

  • Nel giudizio di annullamento il sindacato giurisdizionale deve essere circoscritto alla verifica della legittimità dei presupposti e delle ragioni esplicitamente posti dall'amministrazione a fondamento del provvedimento impugnato.
  • L'amministrazione non può integrare o modificare in sede processuale la motivazione di un provvedimento impugnato introducendo ragioni ostative che non siano state esplicitate nell'atto; tali ragioni nuove non possono essere utilizzate per sostenere la legittimità del provvedimento.
  • La legittimazione a presentare una domanda di condono edilizio ai sensi dell'art. 31, comma 3, della legge n. 47/1985 spetta a qualunque soggetto interessato a ottenere la sanatoria, compreso il responsabile dell'abuso.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioDecisione e riti speciali
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneEffetto conformativo e riedizione del potere

Testo integrale

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