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Ordinanza

Ordinanza n. 168/2026 - Parma, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600050

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Parma, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di conversione del permesso di soggiorno per studio in permesso di soggiorno per lavoro autonomo

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento prefettizio del 7 novembre 2025, notificato il 10 novembre 2025, con cui era stata respinta l’istanza di conversione del permesso di soggiorno per studio in permesso di soggiorno per lavoro autonomo presentata il 23 aprile 2025. Ha chiesto, in via cautelare, la sospensione dell’efficacia dell’atto. Dalla precedente ordinanza cautelare del Tribunale emerge che il diniego non forniva un’adeguata motivazione in ordine alla ritenuta mancanza del requisito reddituale.

La decisione

Il Tribunale dà atto che, con la precedente ordinanza cautelare n. 103 del 30 aprile 2026, aveva accolto l’istanza ai fini del riesame, sospendendo medio tempore l’efficacia del diniego e ordinando alla Prefettura di Piacenza di rivalutare esaurientemente la posizione della ricorrente quanto al requisito reddituale e di adottare un nuovo provvedimento motivato di conferma o revoca dell’atto impugnato, entro 45 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza. Poiché l’Amministrazione non ha eseguito tale ordine, il Tribunale lo reitera, assegnando un ulteriore termine di 20 giorni dalla comunicazione amministrativa della presente ordinanza. Avverte inoltre che, in caso di ulteriore inerzia, procederà alla nomina di un Commissario ad acta. Il prosieguo della fase cautelare è rinviato alla camera di consiglio del 21 luglio 2026. Non viene definita nel merito la domanda di annullamento.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente; Visto l’art. 55 cod. proc. amm.

    La disposizione costituisce il riferimento processuale per la fase cautelare, nell’ambito della quale il Tribunale ha reiterato l’ordine di riesame senza definire il merito della controversia.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196

    La norma è richiamata quale base per disporre l’oscuramento delle generalità e degli ulteriori dati identificativi della ricorrente.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’articolo 9, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016

    La disposizione è richiamata, unitamente all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata, ai fini dell’oscuramento dei dati.

Massime di principio

  • Quando un provvedimento di diniego del titolo di soggiorno è censurato cautelarmente per insufficiente motivazione circa il requisito reddituale, il giudice amministrativo può sospenderne medio tempore l’efficacia e ordinare all’amministrazione un riesame effettivo, completo e specificamente motivato.
  • L’ordine cautelare di riesame impone all’amministrazione di rivalutare concretamente la posizione dell’interessato e di adottare un nuovo provvedimento motivato di conferma o revoca dell’atto impugnato; la mera inerzia costituisce mancata esecuzione dell’ordine giudiziale.
  • In caso di mancata esecuzione dell’ordine cautelare di riesame, il giudice può reiterarlo assegnando un ulteriore termine e preannunciando, per l’eventuale ulteriore inerzia, la nomina di un Commissario ad acta.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelareGiudizio di ottemperanza
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDifetto di motivazioneEffetto conformativo e riedizione del potereOttemperanza e commissario ad acta

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