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Ordinanza

Ordinanza n. 478/2026 - Roma, Sezione 4B

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del decreto n°56777 del 17.10.2025 del Ministero dell’Istruzione e del Merito inviato al ricorrente in pari data 17 ottobre 2025, nella parte in cui reca il rigetto della istanza di riconoscimento del titolo di specializzazione conseguito all'estero per la classe di concorso sostegno ADSS (all.1), emanato in adempimento alla sentenza del TAR LAZIO Sezione Quarta Bis, n. 19529/2024 , intervenuta a seguito di ricorso per silenzio inadempimento; del preavviso di diniego dell'istanza di riconoscimento ai sensi dell'art 10 bis L.n°241/1990 inviato al ricorrente in data 17/02/2025; di ogni altro atto presupposto e conseguenziale ancorchè non conosciuto;

Giustizia amministrativa202514738

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV bisOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del riconoscimento di un titolo di specializzazione conseguito all'estero per la classe di concorso sostegno ADSS, unitamente al relativo preavviso di diniego

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il decreto ministeriale del 17 ottobre 2025 con cui il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha respinto l'istanza di riconoscimento del titolo di specializzazione conseguito all'estero per la classe di concorso sostegno ADSS. Il decreto era stato adottato in adempimento a una precedente sentenza del TAR Lazio intervenuta su un ricorso avverso il silenzio-inadempimento. È stato inoltre impugnato il preavviso di diniego comunicato ai sensi dell'art. 10-bis l. 241/1990, nonché ogni atto presupposto e conseguenziale. In sede cautelare la ricorrente ha domandato la sospensione dell'efficacia del diniego.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare. Ha ritenuto insussistente il periculum in mora, poiché non risultava che la ricorrente fosse titolare di un contratto di insegnamento sul sostegno; pertanto, il diniego non era idoneo a determinare un pregiudizio grave e irreparabile. In assenza del periculum, il Collegio ha ritenuto superfluo esaminare il fumus boni iuris, cioè la fondatezza delle censure rivolte contro il diniego e il preavviso. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della tipologia delle questioni trattate.

Norme richiamate

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Il preavviso di diniego impugnato era stato comunicato ai sensi della disposizione sul preavviso di rigetto; l'ordinanza non esamina nel merito la sua legittimità.

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo la disciplina delle misure cautelari collegiali; il rigetto è fondato sull'insussistenza del periculum in mora, senza esame del fumus boni iuris.

Massime di principio

  • La sospensione cautelare di un diniego amministrativo richiede la dimostrazione di un pregiudizio grave e irreparabile; la mera lesione derivante dal diniego non è sufficiente se, in concreto, non risultano conseguenze attuali idonee a integrare tale requisito.
  • Quando il periculum in mora è ritenuto insussistente, il giudice amministrativo può omettere l'esame del fumus boni iuris e respingere la domanda cautelare sulla sola base dell'assenza del rischio di un danno grave e irreparabile.

Come è indicizzato

MaterieScuolaTutela cautelare
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

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