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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29131/2024 del 18/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo della societa' Comix Srl e il sequestro finalizzato alla confisca per equivalente fino a euro 8.914.112 nei confronti del ricorrente, per plurimi reati di concorso in emissione di fatture per operazioni inesistenti e omessa dichiarazione dei redditi. Il ricorrente ha articolato cinque motivi (insufficienza dell'apparato indiziario e mera astratta configurabilità del reato; contestazione della qualifica di amministratore di fatto nonostante non fosse socio; omissione di esame di documentazione bancaria indicante altro amministratore di fatto; censura delle modalita' esecutive del sequestro che hanno colpito beni di familiari; mancata motivazione sulle esigenze cautelari) e ha aggiunto motivi nuovi sulla nullita' per violazioni di norme (art. 110 c.p., art. 253 c.p.p., artt. 5-8 d.lgs. 74/2000) nonche' la tesi delle operazioni come semplici compensazioni valutarie.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendolo nel suo complesso infondato o non consentito. Sul merito i giudici hanno ritenuto congrua la ricostruzione del Tribunale del riesame circa la fittizieta' della societa' Comix e la piena integrazione del ricorrente quale dominus effettivo e beneficiario delle risorse societarie, nonché sufficienti gli elementi indiziari a fondamento del sequestro preventivo. Sono state dichiarate inammissibili o generiche alcune censure che di fatto contestavano la motivazione di merito; le doglianze sulle modalita' esecutive del sequestro sono state considerate improprie per il rito (devono essere proposte con incidente di esecuzione al GIP). Per tali motivi il ricorso e' stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per la sintesi dei motivi di ricorso secondo le modalita' di esposizione richieste nelle impugnazioni

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Distinzione tra il grado di prova richiesto per il sequestro preventivo e quello richiesto per i 'gravi indizi di colpevolezza'; la decisione ricorda che il sequestro non richiede il medesimo livello probatorio dell'arresto o della custodia cautelare

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato nei motivi nuovi in relazione alla responsabilita' per concorso; la Cassazione non ha accolto la rilevanza invocata per fondare la nullita' dell'ordinanza

  • art. 253 cod. proc. pen.

    Richiamato nei motivi nuovi in ordine a presunte violazioni procedurali relative ai provvedimenti cautelari; la Corte ha ritenuto le censure inammissibili o non idonee a rimettere in discussione la valutazione del merito

  • artt. 5-8 d.lgs. n. 74 del 2000

    artt. 5-8 d.lgs. n. 74/2000

    Citati nei motivi nuovi con riferimento alla normativa fiscale penale; la Corte non ha ritenuto che l'invocata violazione determini nullita' dell'ordinanza impugnata

  • art. 585, comma 4, cod. proc. pen.

    art. 585, comma 4, cod. proc. pen.

    Applicato per estendere l'inammissibilita' dei motivi principali anche ai motivi aggiunti che dipendono direttamente dagli stessi vizi, con conseguente loro travolgimento

  • art. 322-bis cod. proc. pen.

    art. 322-bis cod. proc. pen.

    Richiamato nella disamina delle impugnazioni: le ordinanze sui provvedimenti di mantenimento della misura riguardanti l'esecuzione non sono appellabili con questo rimedio; questioni esecutive seguono altra via

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Menzionato nel contesto delle impugnazioni delle modalita' esecutive, la Corte sottolinea che non e' la sede per censurare tali modalità mediante il ricorso per cassazione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che dispone la condanna alle spese del ricorrente; applicata dalla Corte alla luce del rigetto del ricorso

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca puo' essere adottato quando sussistono concreti e persuasivi elementi indiziari che colleghino l'indagato alla condotta delittuosa; non e' necessario il medesimo livello probatorio richiesto per misure personali piu' gravi.
  • In Cassazione sono ammissibili principalmente censure di violazione di legge; contestazioni che si limitano a rimettere in discussione la valutazione probatoria o la motivazione di merito sono spesso dichiarate non consentite o generiche.
  • La qualifica di 'amministratore di fatto' va dimostrata con elementi che attestino effettivo potere di gestione e controllo delle risorse societarie; la presenza di fatture massicce e la disponibilita' di risorse societarie verso il beneficiario rafforzano tale ricostruzione.
  • Le contestazioni relative alle modalita' di esecuzione del sequestro (ad es. coinvolgimento di beni di terzi o familiari) non si risolvono con il riesame o con il ricorso per cassazione, ma mediante incidente di esecuzione dinanzi al GIP.
  • Motivi aggiunti presentati in fase avanzata, se direttamente collegati a vizi gia' dichiarati inammissibili, possono essere travolti dall'inammissibilita' dei motivi principali ai sensi dell'art. 585 c.p.p.
  • Le deduzioni difensive basate su operazioni bancarie verso conti esteri possono essere ritenute ambivalenti dal giudice quando quelle stesse operazioni risultano compatibili sia con l'ipotesi difensiva sia con l'ipotesi accusatoria; la plausibilita' alternativa puo' non essere sufficiente a escludere il fumus commissi delicti.

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