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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23099/2022 del 14/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza della Corte di Appello di Milano che aveva rigettato la sua istanza di dichiarazione di non esecutività della sentenza n. 4048/2012 e, in subordine, la rimessione in termini ex art. 175 c.p.p. per proporre impugnazione della sentenza contumaciale. Sono stati dedotti due motivi: (1) vizio per l'errata applicazione dell'art. 175 c.p.p., sostenendo che con la nuova formulazione l'onere di provare la conoscenza della sentenza non grava sull'imputato e che non è a lui che spetta dimostrare la mancata conoscenza; (2) violazione del principio di specialità ex art. 14 Convenzione Europea di Estradizione: il ricorrente eccepisce che, essendo stato estradato in Italia solo il 15/07/2021 in relazione al procedimento di cui alla sentenza del 2012, non poteva decorrere il termine per chiedere la restituzione in termini prima di quella data, posto che l'estradizione avrebbe impedito l'esercizio di facoltà processuali per i reati diversi da quelli per i quali era stata concessa l'estradizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto validissimo il titolo esecutivo (nessuna censura puntuale sulla regolarità delle notifiche o sul difetto formale). Quanto alla tempestività della richiesta di restituzione in termini, la Corte ha affermato che il termine per proporre l'istanza è decorrente dalla conoscenza effettiva della decisione: nel caso di specie la conoscenza della condanna era intervenuta sin dal dicembre 2013 a seguito della prima procedura di estradizione, quindi la richiesta è risultata tardiva. In relazione al principio di specialità, la Corte ha chiarito che esso è condizione di procedibilità e preclude l'esecutività della pena, ma non impedisce necessariamente l'esercizio di facoltà processuali per reati diversi; pertanto l'estradizione per altri reati non ha impedito al ricorrente di chiedere tempestivamente la restituzione in termini per impugnare la sentenza già conosciuta. Per questi motivi il ricorso è stato rigettato e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 175 cod. proc. pen.

    Disciplina la restituzione in termini per l'imputato che non abbia avuto effettiva conoscenza della sentenza contumaciale; la Corte ha valutato la tempestività e la effettiva conoscenza come momento da cui decorre il termine per chiedere la restituzione.

  • previgente art. 175 comma 2 (D.L. 21/02/2005 n.17 conv. L. 22/04/2005 n.60 e L. 28/04/2014 n.67)

    "se è stata pronunciata sentenza contumaciale o decreto di condanna, l'imputato è restituito, a sua richiesta, nel termine per proporre impugnazione od opposizione, salvo che lo stesso abbia avuto effettiva conoscenza del procedimento o del provvedimento e abbia volontariamente rinunziato a comparire ovvero a proporre impugnazione od opposizione. A tale fine l'autorità giudiziaria compie ogni necessaria verifica"

    La clausola chiarisce i presupposti della restituzione: l'assenza di effettiva conoscenza e l'eventuale rinunzia volontaria; la Corte ha sottolineato che, se la conoscenza è intervenuta in precedenza, la richiesta è intempestiva.

  • art. 14 Convenzione Europea di Estradizione (principio di specialità)

    Il principio di specialità è condizione di procedibilità che impedisce di perseguire l'estradato per reati diversi da quelli oggetto dell'estradizione; la Corte ha precisato però che, se la sentenza per reati diversi è già stata pronunciata prima dell'estradizione, la specialità può limitare l'esecuzione ma non necessariamente l'esercizio delle facoltà processuali quali la richiesta di restituzione in termini.

  • art. 670 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per distinguere il vizio relativo alla validità del titolo esecutivo (legale conoscenza del provvedimento) rispetto alla richiesta di restituzione in termini (divergenze tra conoscenza legale ed effettiva).

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata dalla Corte per addebitare le spese al ricorrente.

Massime di principio

  • Distinguere sempre tra nullità/invalidità del titolo esecutivo (art. 670 c.p.p.) e domanda di restituzione in termini (art. 175 c.p.p.): la prima attiene alla regolarità formale del procedimento, la seconda alla divergenza tra conoscenza legale ed effettiva della decisione.
  • Il termine per chiedere la restituzione in termini decorre dalla conoscenza effettiva della sentenza; se l'imputato ha avuto conoscenza anteriore (anche tramite precedente estradizione), la richiesta può essere considerata intempestiva.
  • Il principio di specialità (Convenzione europea di estradizione, art. 14) è condizione di procedibilità che può impedire l'esecuzione della pena ma non necessariamente l'esercizio di tutte le facoltà processuali per reati diversi: non sempre sospende i termini processuali per la tutela della difesa.
  • Chi contesta la mancata conoscenza della sentenza deve documentare la mancata effettiva conoscenza, ma il giudice può e deve verificare gli atti (es. notifiche, precedenti procedure di estradizione) per accertare la reale conoscenza; l'onere probatorio non elimina la possibilità per il giudice di rilevare elementi probatori contrari.
  • In presenza di estradizioni e di decisioni già irrevocabili, l'interessato deve tempestivamente esercitare le facoltà difensive (richiesta di restituzione in termini o altre impugnazioni) non appena acquisita la conoscenza della decisione.
  • Per valutare la tempestività e l'efficacia delle eccezioni basate sulla specialità o su altre condizioni di procedibilità, è fondamentale verificare la fase processuale in cui si trovava il procedimento al momento dell'estradizione (sentenza irrevocabile vs. giudizio in corso).

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