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Sentenza

Sentenza n. 306/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento - del provvedimento del Comune di Vernole del 04.06.2025 (reg. gen. 198 e reg. servizio n. 4 del 3.6.2025) di revoca della concessione demaniale n. 4 del 20.03.2007 e, ove occorra, della nota del 02.04.2025 di avvio del procedimento; - di ogni altro atto ad esso presupposto, consequenziale o comunque connesso, ancorché non conosciuto, in quanto lesivo.

Giustizia amministrativa202500693

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento comunale di decadenza e revoca della concessione demaniale n. 4 del 20 marzo 2007 per omesso pagamento di canoni relativi agli anni 2018, 2019 e 2024

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (concessionario demaniale)

Prevale il privato

La controversia

Il concessionario ha impugnato il provvedimento comunale con cui era stata dichiarata la decadenza dalla concessione demaniale e disposta la revoca delle connesse autorizzazioni, deducendo la violazione degli artt. 42 e 47 del Codice della navigazione, dell’art. 26 del relativo regolamento di attuazione, degli artt. 3 e 7 della l. n. 241/1990 e dell’art. 97 Cost., nonché eccesso di potere per travisamento dei fatti, difetto di motivazione e di istruttoria, manifesta irragionevolezza e illogicità, violazione dei principi di proporzionalità, buon andamento, buona fede e correttezza e incompetenza. In particolare, contestava che l’omesso pagamento dei canoni per alcune annualità potesse giustificare la più grave sanzione decadenziale, evidenziando di avere successivamente pagato in unica soluzione i canoni e l’addizionale comunale relativi agli anni 2018 e 2019, l’intero importo dovuto per il 2024 e, nel corso del giudizio, anche il canone per il 2025, manifestando la volontà di regolarizzare il rapporto concessorio.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il provvedimento comunale. Ha rilevato che l’art. 47, lett. d), cod. nav. consente la decadenza per omesso pagamento del canone per il numero di rate stabilito nell’atto di concessione; tuttavia, quando la concessione non indica il numero di rate il cui mancato pagamento determina la decadenza, l’Amministrazione deve valutare in concreto la gravità dell’inadempimento. Tale potere deve essere esercitato con prudenza e nel rispetto dei criteri di adeguatezza, necessità e proporzionalità. Nel caso concreto, il concessionario aveva integralmente saldato i canoni arretrati e quelli relativi al 2024, aveva inoltre pagato il canone 2025 e aveva manifestato una condotta collaborativa volta a ricostituire il rapporto fiduciario. Alla luce di tali circostanze, la decadenza è stata ritenuta eccessiva rispetto alla consistenza dell’inadempimento e alla condotta successiva del concessionario. Le ulteriori censure sono state assorbite. L’eccezione di difetto di legittimazione passiva dell’Agenzia del Demanio è stata ritenuta superabile senza esame, poiché la sua chiamata in giudizio derivava da un evidente errore materiale. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 47, lett. d), cod. nav.

    omesso pagamento del canone per il numero di rate fissato a questo effetto dall'atto di concessione

    La decadenza dalla concessione per mancato pagamento dei canoni presuppone, in via ordinaria, il mancato pagamento del numero di rate individuato dall’atto concessorio. Se tale numero non è previsto, l’Amministrazione deve valutare la gravità concreta dell’inadempimento, esercitando il potere secondo criteri di adeguatezza, necessità e proporzionalità.

  • art. 42 cod. nav.

    Richiamato quale disposizione attinente al rapporto concessorio demaniale; la sentenza non ne sviluppa uno specifico contenuto interpretativo autonomo.

  • art. 26 del regolamento di attuazione del codice della navigazione

    Richiamato dal ricorrente in relazione al difetto di istruttoria; la censura è stata assorbita in seguito all’accoglimento della domanda principale.

  • art. 3 l. n. 241/1990

    Richiamato in relazione all’obbligo di motivazione; la relativa censura è stata assorbita.

  • art. 7 l. n. 241/1990

    Richiamato in relazione alla comunicazione di avvio del procedimento; la relativa censura è stata assorbita.

  • art. 97 Cost.

    Richiamato in relazione ai principi di buon andamento e imparzialità dell’azione amministrativa; la sentenza valorizza, in concreto, la proporzionalità della misura decadenziale.

Massime di principio

  • Quando l’atto di concessione demaniale non stabilisce il numero di rate il cui mancato pagamento comporta la decadenza, l’Amministrazione non può applicare automaticamente la misura decadenziale, ma deve accertare e motivare la gravità concreta dell’inadempimento.
  • La decadenza dalla concessione demaniale per omesso pagamento dei canoni deve essere applicata nel rispetto dei principi di adeguatezza, necessità e proporzionalità, valutando anche la condotta complessiva del concessionario.
  • Il pagamento integrale dei canoni arretrati e la condotta collaborativa del concessionario, ove intervenuti prima della decisione o comunque rilevanti nella valutazione dell’inadempimento, possono rendere sproporzionata la decadenza dalla concessione rispetto alla gravità concreta dei fatti.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeAutotutela
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcedimento amministrativo
IstitutiProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneBuona fede e correttezza della PA

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