Cassazione Penale, Sentenza n. 19644/2024 del 17/05/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna per abnormità l'ordinanza del Tribunale di Milano che, ritenuta la "diversità del fatto" rispetto all'imputazione, ha disposto la restituzione degli atti alla Procura. Zucchelli deduce che l'istruttoria dimostra che egli non era titolare dell'impresa produttrice dei rifiuti, si era limitato a segnalare al committente il soggetto incaricato del trasporto (Fermi) e che, pertanto, avrebbe dovuto essere assolto o comunque non oggetto di regressione del procedimento. Contesta quindi l'avvenuta restituzione degli atti come indebitamente regressiva e abnorme, perché non sussisterebbe una radicale diversità del fatto contestato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che: a) la categoria dell'atto abnorme è eccezionale e non può essere invocata per ogni mera violazione di legge; b) la determinazione del Tribunale (che ha individuato un'impresa diversa - Energy Advice Group rappresentata da Amadori - quale produttrice e responsabile dello smaltimento, mentre Zucchelli si sarebbe limitato a indicare il trasportatore) non determina una "radicale" diversità del fatto rispetto all'imputazione nei confronti di Zucchelli; c) l'aggiunta o l'individuazione di un ulteriore concorrente non cambia in modo essenziale la condotta storica contestata all'imputato; d) soprattutto, Zucchelli non aveva un interesse qualificato e diretto a impugnare la restituzione degli atti, posto che l'interesse principale a evitare la regressione sorge per il pubblico ministero quando la restituzione imponga l'esecuzione di un atto nullo. Conseguentemente il ricorso è inammissibile e sono a carico del ricorrente le spese e una somma per la Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 256, D.lgs. n. 152/2006
Norma sostanziale contestata (illecita gestione/smaltimento di rifiuti); la sentenza si limita a richiamarla come titolo di accusa originario nei confronti dell'imputato e degli altri concorrenti
artt. 81, 110 cod. pen.
Richiamati come riferimenti al concorso di persone nel reato e alla responsabilità penale concorrente; la Corte osserva che la ricorrenza di concorso non comporta di per sé mutamento radicale del fatto
art. 568, comma 1 e 2, cod. proc. pen.
"non è possibile impugnare un provvedimento se la legge non lo consente espressamente; non è possibile impugnare un provvedimento con un mezzo diverso da quello espressamente previsto."
Fissa il principio di tipicità/tassatività dei mezzi di impugnazione; tuttavia la giurisprudenza riconosce il ricorso per cassazione in casi eccezionali di provvedimento abnorme
art. 111, comma 7, Cost.
Garantisce la possibilità del ricorso per cassazione contro provvedimenti sulla libertà personale e le sentenze; è richiamato per il quadro costituzionale delle impugnazioni
art. 521 cod. proc. pen.
Norma sul mutamento/diversità del fatto: il Tribunale ha applicato il principio secondo cui la restituzione degli atti è dovuta quando emerge una diversità radicale del fatto; la Corte precisa i limiti di applicazione di tale rimedio
art. 33-sexies, art. 33-septies, art. 33-octies, art. 33-novies cod. proc. pen., e art. 516 cod. proc. pen.
Richiamate dalle Sezioni Unite nella giurisprudenza citata: disciplinano ipotesi di restituzione degli atti e riparto di competenze; servono a distinguere casi in cui la regressione è effettivamente abnorme (p.es. quando impone atti nulli) da quelli in cui non lo è
art. 606, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.
Norma richiamata nella motivazione come limite all'impugnabilità per abnormità: non può essere usata la categoria dell'abnormità per eludere i vizi di legge che devono essere denunciati con i rimedi ordinari
art. 550, comma 3, cod. proc. pen.
Richiamato nel confronto con gli strumenti ordinari di eccezione che il PM può sollevare; la Corte osserva l'insufficienza del solo art. 550, comma 3 per rimuovere situazioni particolari di abnormità funzionale
art. 616 cod. proc. pen.
Norma applicata per la condanna alle spese e per il versamento alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso
Massime di principio
- La nozione di provvedimento "abnorme" è eccezionale: va invocata solo quando l'atto è fuori dall'ordinamento o determina una stasi processuale tale da non poter essere rimossa con i normali rimedi; non basta una mera illegittimità formale.
- La restituzione degli atti per "diversità del fatto" (art. 521 c.p.p.) richiede una trasformazione radicale degli elementi essenziali della fattispecie: l'aggiunta o l'individuazione di un ulteriore concorrente non configura di per sé tale radicalità.
- L'interesse a impugnare una ordinanza di restituzione degli atti è qualificato: normalmente spetta al pubblico ministero se la restituzione impone l'adozione di atti nulli; l'imputato ha interesse a impugnare solo se subisce un pregiudizio diretto e attuale dalla restituzione.
- Prima di prospettare ricorso per abnormità valutare se esistano rimedi ordinari efficaci (es. eccezioni in dibattimento, impugnazioni specifiche) perché l'abnormità opera come deroga al principio di tassatività delle impugnazioni.
- In caso di dubbi sulla corrispondenza tra imputazione e fatto emerso in dibattimento occorre accertare se l'imputato abbia potuto realmente esercitare le proprie difese sull'oggetto contestato; se sì, la correlazione è generalmente preservata.
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