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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 392/2023 del 10/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di Reggio Calabria che aveva rigettato la richiesta di riesame di TAVARELLI contro il decreto di sequestro preventivo del G.u.p. del 12/04/2022. Il sequestro mirava alla confisca del presunto provento del reato associativo; parte dei beni era già soggetta a diverso vincolo cautelare poi dichiarato cessato a seguito di accertamento con adesione tributaria. Il ricorrente deduce la carenza di motivazione autonoma nel decreto del G.u.p. (richiamo generico al parere del P.M. e possibile copia-incolla con evidenti errori materiali nella indicazione del reato), contesta la mancata valutazione del periculum in mora tenuto conto della definizione tributaria e dei pagamenti effettuati, e la violazione dei principi di proporzionalità e adeguatezza nella quantificazione del profitto (uso del prezzo di vendita della società SKS365 invece del profitto effettivamente attribuibile alla branch Italia e senza tener conto dell'accertamento con adesione).

La decisione

La Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha richiamato l'orientamento delle Sezioni Unite secondo cui il tribunale del riesame deve annullare il provvedimento impugnato se manca la motivazione o se manca l'autonoma valutazione degli elementi a fondamento del sequestro, non potendosi fare rinvio a documenti contenenti valutazioni complesse. Ha rilevato che il decreto del G.u.p. conteneva una motivazione sintetica di fatto limitata a un richiamo integrale al parere del P.M., senza autonoma valutazione, e ha indicato l'errore materiale relativo all'indicazione del reato come indice del mancato esame autonomo. Per tali ragioni la Corte ha annullato senza rinvio sia l'ordinanza impugnata sia il decreto di sequestro preventivo, disponendo la restituzione di quanto in sequestro all'avente diritto; ha ritenuto superfluo esaminare le ulteriori doglianze.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen.

    Articolo relativo al reato associativo richiamato come titolo di accusa per la confisca dei proventi; la sentenza segnala che il decreto originario doveva correttamente indicare il reato effettivamente contestato.

  • art. 416-bis cod. pen. e art. 416-bis1 cod. pen.

    Norme sulla associazione mafiosa e connessi istituti: erano erroneamente menzionate nella richiesta del P.M. e nel decreto prima della correzione, fatto che ha contribuito a dimostrare la tecnica del 'copia-incolla' e la mancata autonoma verifica del G.u.p.

  • art. 240 cod. pen.

    Normativa citata tra i riferimenti al sequestro preventivo connesso a delitti societari/tributari; utilizzata come base normativa per l'oggetto del sequestro dei proventi.

  • art. 321 comma 2 cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata tra le disposizioni autorizzanti misure cautelari reali, in relazione alla competenza del G.u.p. a disporre sequestro preventivo.

  • legge 8 aprile 2015, n. 47 (comma nono dell'art. 309 c.p.p.)

    Modifica legislativa che ha introdotto il potere del tribunale di annullare i provvedimenti di sequestro in mancanza di motivazione o di autonoma valutazione; la Corte ne ha richiamato l'applicazione, per rinvio dell'art. 324 c.p.p.

  • art. 324 comma 7 cod. proc. pen.

    Rinvio normativo utilizzato per applicare al procedimento di riesame le disposizioni sul potere di annullamento del tribunale previste dall'art. 309 c.p.p., richiedendo motivazione autonoma.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 18954 del 31/03/2016 (Capasso)

    Principio secondo cui il tribunale del riesame annulla il provvedimento impugnato se la motivazione manca o non contiene autonoma valutazione degli elementi a fondamento del sequestro.

  • Giurisprudenza: Sez. 5, n. 24460 del 08/02/2019 (Foffo)

    Indirizzo secondo cui il mero rinvio ad altri atti può integrare motivazione solo se quegli atti sono descrittivi; non è invece valido il rinvio a documenti complessi o valutativi.

  • Giurisprudenza: Sez. 3, n. 30697 del 19/05/2022 (Dal Bò)

    Ulteriore richiamo alla regola che il rinvio a documenti con valutazioni non esonera dall'obbligo di motivazione autonoma.

Massime di principio

  • Nel riesame di un sequestro preventivo il giudice è tenuto a fornire una motivazione autonoma e specifica: non è sufficiente il richiamo generico al parere del P.M. o al provvedimento originario quando questi contengono valutazioni complesse.
  • Errori materiali o incongruenze formali (p.es. indicazione del reato errata) nel decreto che dispone il sequestro possono essere considerati indizi della mancata valutazione autonoma e giustificare l'annullamento.
  • La trasformazione o estensione di un vincolo cautelare già esistente integra un nuovo esercizio del potere cautelare e imporrà al giudice una specifica valutazione sulla persistenza delle esigenze preventive e sulla proporzionalità della misura.
  • Quando dagli atti risulta una definizione tributaria o un accertamento con adesione e pagamenti effettuati, il giudice deve considerarne gli effetti sulla configurabilità del periculum in mora e sulla quantificazione del profitto contestato.
  • Se la motivazione è manifestamente insufficiente, la Corte di legittimità può annullare senza rinvio e disporre la restituzione dei beni sequestrati; dunque la correttezza formale e l'autonomia valutativa sono requisiti essenziali per la validità del sequestro.

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