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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17515/2024 del 02/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore impugnava la sentenza del Tribunale di Campobasso che aveva dichiarato non doversi procedere per il reato di evasione dagli arresti domiciliari (art. 385 c.p.) ritenendo applicabile la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. Il ricorrente ha censurato la mancata valutazione, da parte del Tribunale, dei numerosi e gravi precedenti penali dell'imputato (anche specifica recidiva infraquinquennale e reiterata), i quali, secondo il PM, ostavano all'applicazione dell'esimente speciale; ha poi richiamato precedenti di reati della stessa indole (evasion e resistenza) e altri precedenti con affinità di indole.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore: ha ritenuto che l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. fosse preclusa alla luce dei precedenti dell'imputato. La Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui l'abitualità, ostativa all'esimente speciale, sussiste se l'autore ha commesso almeno due illeciti, oltre a quello in esame, della stessa indole, accertabili incidentalmente dal giudice. Ha dunque considerato rilevanti i precedenti per evasione e per resistenza come della stessa indole e ha escluso l'operatività della causa di non punibilità. Ha annullato la sentenza impugnata limitatamente all'applicazione dell'art. 131-bis e ha rinviato alla Corte di appello di Campobasso per il giudizio sul punto (art. 569, comma 4 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità non è applicabile se sussiste un'abitualità del comportamento; l'abitualità si configura quando l'autore ha commesso almeno due illeciti, oltre a quello in esame, della stessa indole, anche se accertabili incidentalmente dal giudice procedente.

  • art. 385 cod. pen.

    Norma che descrive il reato contestato (evasione dagli arresti domiciliari); la qualificazione del fatto rimane centrale per valutare la sussistenza dei presupposti ostativi all'esimente speciale.

  • art. 569, comma 4 cod. proc. pen.

    Regola la pronuncia di annullamento con rinvio: la Corte di cassazione può annullare la sentenza impugnata e rinviare per nuovo giudizio sui punti interessati.

  • Sez. U., n. 13681 del 25/02/2016 (Tushaj)

    Giurisprudenza richiamata per il principio che, ai fini dell'ostatività dell'abitualità, è sufficiente che l'autore abbia commesso almeno due illeciti, oltre a quello in esame, della stessa indole.

  • Sez. 6, n. 6551 del 09/01/2020 (Konstandin Anci)

    Conferma che i precedenti della stessa indole possono essere accertati incidentalmente e rilevare ai fini dell'esclusione dell'esimente speciale.

Massime di principio

  • L'art. 131-bis c.p. non può essere applicato se l'imputato dimostra "abitualità" criminosa: si richiedono almeno due precedenti, oltre al fatto in esame, della stessa indole.
  • I precedenti necessari per escludere l'esimente possono essere accertati incidentalmente dal giudice del merito; il giudice di primo grado deve valutare e motivare adeguatamente tali precedenti.
  • Precedenti per reati che manifestano la stessa insofferenza alle regole sociali (es. evasione, resistenza a pubblico ufficiale) possono essere considerati della stessa indole e ostare all'applicabilità di 131-bis.
  • Mere condanne per reati non correlati alla specifica manifestazione del fatto di scarsa rilevanza sostanziale non dovrebbero, in linea di principio, ostacolare l'applicazione della causa di non punibilità se non mostrano un'abitualità pertinente.
  • Se il giudice omette di considerare o di valutare correttamente i precedenti ostativi, il rimedio è il ricorso in cassazione e, in caso di accoglimento, l'annullamento parziale con rinvio per nuovo esame.

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