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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38858/2024 del 22/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Rimini del 10/06/2024 che aveva revocato la sospensione condizionale relativa a una sentenza del Tribunale di Rimini (03/02/2015) ma aveva respinto la revoca della sospensione concessa con sentenza del Tribunale di Bologna del 26/03/2015 (definitiva il 16/04/2015). Il Procuratore deduce che il giudice dell'esecuzione ha interpretato erroneamente l'art. 168, comma 1, n. 1, c.p., ritenendo che fosse necessario che la condanna sopravvenuta fosse di "medesima indole" anche quando si tratta di delitto, mentre la norma richiede la medesima indole solo per le contravvenzioni e la sopravvenienza di una condanna a pena detentiva per delitto nei termini previsti impone la revoca obbligatoria della sospensione condizionale.

La decisione

Il ricorso è stato accolto. La Corte ha ritenuto che il Tribunale di Rimini abbia errato nel ritenere applicabile il requisito della "medesima indole" al delitto sopravvenuto. Ha affermato che l'identità di indole opera solo con riferimento alle contravvenzioni; invece la condanna a pena detentiva per delitto, sopravvenuta entro i termini (qui: condanna divenuta definitiva il 24/02/2017, entro i due anni dalla definitività del 16/04/2015), costituisce causa obbligatoria di revoca della sospensione. Di conseguenza la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata quanto al diniego della revoca della sospensione relativa alla sentenza del Tribunale di Bologna e ha disposto il rinvio al Tribunale di Rimini per nuovo esame, con piena libertà valutativa ma nel rispetto del principio enunciato.

Norme richiamate

  • art. 168 cod. pen. (comma 1, n. 1)

    La revoca della sospensione condizionale è prevista quando il condannato, nei termini previsti, commetta un delitto per il quale riporti una condanna a pena detentiva; la medesima indole è richiesta solo se il reato sopravvenuto è una contravvenzione

    La Corte interpreta la norma nel senso che la sopravvenienza di una condanna a pena detentiva per delitto entro i termini impone la revoca obbligatoria della sospensione condizionale, indipendentemente dalla natura specifica del delitto; il requisito della "medesima indole" si applica soltanto alle contravvenzioni.

  • Giurisprudenza di legittimità richiamata

    La pronuncia richiama costante orientamento secondo cui l'identità dell'indole opera solo con riferimento alle contravvenzioni e non si estende ai delitti (cfr. Sez. 6, n. 19507 del 23/03/2018; Sez. 1, n. 1705 del 11/04/1986).

    La Corte conferma l'orientamento consolidato che un delitto sopravvenuto è sempre causa di revoca della sospensione condizionale ai sensi dell'art. 168, n. 1, qualunque sia la sua natura; l'analisi delle sentenze richiamate è utilizzata per chiarire l'ambito applicativo della norma.

Massime di principio

  • La revoca della sospensione condizionale è obbligatoria se, nei termini previsti dall'art. 168 c.1 n.1 c.p., il beneficiario riporta una condanna a pena detentiva per delitto: la natura specifica del delitto è irrilevante.
  • L'identità di indole tra reati è richiesta solo quando il reato sopravvenuto è una contravvenzione; in tale caso occorre che la contravvenzione successiva sia della stessa indole per determinare la revoca.
  • Il giudice dell'esecuzione deve verificare con attenzione le date di definitività delle sentenze e delle condanne sopravvenute per accertare se i termini (es. 2 o 5 anni) per la revoca siano stati rispettati.
  • In caso di errore di diritto nella valutazione dei presupposti di revoca la decisione può essere annullata e rinviata, ma il giudice di merito conserva ampia discrezionalità valutativa nell'applicare il principio di diritto enunciato.
  • È essenziale acquisire il certificato/casellario giudiziale per accertare natura, data e definitiva efficacia delle condanne sopravvenute prima di decidere sulla revoca della sospensione condizionale.

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