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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46216/2023 del 16/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello attenendo a vizi di motivazione: Ionut Ababei e Dumitru Macovei hanno censurato il riconoscimento della recidiva contestandone la motivazione; hanno sostenuto che la Corte non abbia valutato correttamente la occasionalità e la gravità degli episodi e la loro vicinanza temporale. Daniel Turcu ha invece dedotto carenza di motivazione nella determinazione della pena, contestando il riferimento al minimo edittale dell'art. 628 c.p.; ha inoltre richiamato che la pena era stata concordata ex art. 599-bis c.p. e che, pertanto, non sussisterebbero profili di illegittimità deducibili in sede di legittimità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi per cassazione. Ha ritenuto i motivi proposti generici e non confrontati con la dettagliata motivazione della corte territoriale che aveva illustrato l'excursus criminale, gli indici di crescente pericolosità e la ravvicinata commissione dei reati. In relazione alla doglianza di Turcu sulla determinazione della pena, è stato ritenuto che la pena concordata ai sensi dell'art. 599-bis fosse esente da profili di illegittimità impugnabili in sede di legittimità. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e ciascuno alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende. Decisione resa a Roma il 17 ottobre 2023.

Norme richiamate

  • art. 599-bis c.p. (patteggiamento / accordo sulle conseguenze della pena)

    La Corte ha considerato che la pena concordata ai sensi dell'art. 599-bis è esente da profili di illegittimità che possano essere dedotti in sede di legittimità; pertanto, deduzioni sulla determinazione della pena concordata non sono ammesse in Cassazione salvo profili di illegittimità manifesto

  • art. 628 c.p.

    Richiamato nel motivo di Turcu in ordine al minimo edittale; la Corte ha ritenuto la deduzione non consentita in sede di legittimità trattandosi di pena concordata ex art. 599-bis

  • art. 23, comma 8, d.l. n.137 del 2020 conv. in l. n.176 del 2020

    art. 23, comma 8, d.l. n.137 del 2020 conv. in l. n.176 del 2020

    Richiamata per la modalità di svolgimento del procedimento davanti alla Corte di Cassazione; indica la forma procedurale seguita nella trattazione dei ricorsi

Massime di principio

  • Una censura sulla motivazione per ricorrenza/recidiva deve confrontarsi specificamente con i passaggi logici e probatori indicati dalla corte territoriale: eccezioni generiche sono inammissibili.
  • Le impugnazioni sulla determinazione della pena concordata ai sensi dell'art. 599-bis sono fortemente limitate in Cassazione: non sono normalmente ammesse deduzioni sulla congruità numerica della pena se non emergono profili di illegittimità evidenti.
  • Per ottenere l'ammissibilità del ricorso per cassazione è necessario indicare in modo puntuale l'errore di diritto o le omissioni logiche nella motivazione, con riferimenti chiari alle pagine/argomentazioni della sentenza impugnata.
  • La semplice riqualificazione alternativa dei fatti o la diversa valutazione della gravità/occasionalità dei reati, senza mostrare un vizio giuridico, difficilmente supera il vaglio di ammissibilità.
  • La dichiarazione di inammissibilità comporta normalmente la condanna alle spese processuali e può comportare sanzioni pecuniarie (es. somma stabilita in favore della Cassa delle ammende); pertanto è opportuno valutare attentamente la strategia processuale prima di proporre ricorso in Cassazione.

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