Cassazione Penale, Sentenza n. 30321/2024 del 23/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Raciti impugna l'ordinanza del Tribunale del riesame che, accogliendo in parte l'appello del P.M., aveva disposto la custodia cautelare in carcere per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa (riferito al sodalizio Cappello - Carateddi) contestando: 1) la ritenuta sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza basata soprattutto sulle dichiarazioni di un collaboratore e su intercettazioni, nonche sul rinvenimento di armi; 2) la presunta inammissibilita dell'appello del P.M. per omessa indicazione delle ragioni a sostegno dell'attualita e concretezza delle esigenze cautelari; 3) l'insufficiente motivazione circa la sussistenza delle esigenze cautelari e l'adeguatezza della misura, specie in considerazione della qualifica dell'indagato quale concorrente esterno e della risalenza temporale delle condotte (fino al 2020).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i motivi relativi alla mancanza di gravi indizi e all'inammissibilita dell'appello (confermando quindi che il materiale indiziario consente di apprezzare la sussistenza dei gravi indizi per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa). Tuttavia ha accolto il motivo relativo alle esigenze cautelari ritenendolo fondato: l'ordinanza impugnata non ha spiegato in modo concreto e attuale per quali ragioni la situazione che ha dato luogo al contributo concorsuale sia ripetibile, soprattutto alla luce della cessazione delle condotte contestate nel 2020 e della natura relativa della presunzione di pericolosita per il concorrente esterno. Per tali ragioni la Corte ha annullato l'ordinanza limitatamente alla sussistenza e adeguatezza delle esigenze cautelari.
Norme richiamate
art. 416-bis cod. pen.
Norma di riferimento per il reato di associazione di tipo mafioso; utilizzata per inquadrare il concorso esterno come contributo a un sodalizio mafioso e per applicare le regole probatorie e cautelari proprie dei reati di stampo mafioso
art. 110 cod. pen.
Richiamato come regola sulla tentata e concorso di persone nel reato; indicato tra le fattispecie contestate insieme ad altri delitti
art. 512-bis cod. pen.
Norma indicata tra gli addebiti a carico dell'indagato (capi di imputazione 2 e 5); utilizzata come quadro di riferimento fattuale ma senza specifiche interpretazioni normative approfondite nel provvedimento
art. 275 cod. proc. pen., comma 3 e comma 3-bis
Prevede una presunzione relativa di adeguatezza della custodia cautelare nei procedimenti per reati connessi a contesti mafiosi; la Corte ricorda che la presunzione e relativa e puo essere superata con valutazione prognostica ancorata a elementi fattuali sulla ripetibilita della condotta
Corte costituzionale, sent. n. 48 del 2015
Richiamata per affermare che il concorrente esterno non e membro stabile dell'organizzazione e che non e giustificato l'uso esclusivo della misura carceraria senza adeguata motivazione prognostica; sostiene che non e necessario provare la rescissione del vincolo, ma va valutata la persistenza di interessi e il concreto pericolo di reiterazione
Giurisprudenza di legittimita citata (es. Sez. 6, n. 30346/2013, Orobello; Sez. 5, n. 39042/2008, Samà; altre pronunce)
Richiami dottrinali e giurisprudenziali usati per distinguere la figura dell'imprenditore colluso da quella della vittima e per impostare i criteri valutativi sull'esistenza di un rapporto sinallagmatico e sui requisiti per ritenere il soggetto concorrente esterno
Massime di principio
- In ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa la distinzione fondamentale e tra imprenditore 'colluso' e imprenditore 'vittima': la collusione richiede un rapporto sinallagmatico che produca vantaggi reciproci, mentre la vittima e soggetta a soggezione e cede per timore.
- La mera rilevazione di elementi quali la presence di armi o la frequentazione di soggetti legati a consorterie mafiose puo concorrere alla gravita indiziaria, ma da sola non sempre giustifica la custodia cautelare; e necessario valutare la loro significativita concreta e se dimostrano un rapporto sinallagmatico.
- La presunzione di adeguatezza della custodia per reati connessi alla mafia (art. 275 c.p.p.) e relativa: il giudice deve compiere una valutazione prognostica sulla ripetibilita della condotta basata su elementi attuali e concreti, soprattutto quando le condotte contestate sono risalenti nel tempo.
- Nel riesame e negli appelli del P.M. e opportuno che siano indicate le ragioni a sostegno dell'attualita e concretezza delle esigenze cautelari; tuttavia, quando ricorre la presunzione di cui all'art. 275 c.p.p. tali esigenze possono essere implicitamente ritenute, purché la motivazione del giudice del riesame sia chiara e specifica.
- La difesa puo efficacemente contrastare la misura dimostrando l'assenza di interessi comuni attuali con il sodalizio, la cessazione del rapporto nel tempo, l'assenza di prove che colleghino in modo diretto le armi o altri elementi all'indagato, e contestando l'interpretazione delle dichiarazioni di collaboratori se non adeguatamente riscontrate.
- Il giudice, nell'adottare o confermare misure cautelari per il concorrente esterno, deve esplicitare la prognosi di pericolosita e le ragioni concrete per ritenere che la situazione che ha generato il contributo concorsuale sia ripetibile, evitando motivazioni generiche
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