Sentenza n. 1589/2026 - Salerno, Sezione 1
PER L’ESECUZIONE DEL GIUDICATO COSTITUITO DALLA SENTENZA N. 441/2025 EMESSA DAL TRIBUNALE DI SALERNO, SEZIONE LAVORO.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inadempimento del Ministero all'obbligo di eseguire la sentenza del Tribunale di Salerno, Sezione lavoro, n. 441/2025, che riconosceva il diritto alla Carta del docente per tre anni scolastici
Esito
La controversia
La docente ha proposto ricorso per l'ottemperanza alla sentenza n. 441/2025 del Tribunale di Salerno, Sezione lavoro, passata in giudicato il 3 giugno 2026 e notificata all'Amministrazione. Il titolo riconosceva il beneficio di 500 euro per ciascuno degli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2023/2024 e condannava il Ministero ad attribuire tre annualità della Carta del docente, per complessivi 1.500 euro. A fronte del perdurante inadempimento, la ricorrente chiedeva di dichiarare l'obbligo di conformazione, assegnare un termine per adempiere e nominare un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia. In corso di giudizio ha comunicato l'avvenuto accredito dei tre voucher il 7 luglio 2026 e ha chiesto la cessazione della materia del contendere, con rifusione delle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che il Ministero aveva integralmente ottemperato al giudicato nelle more del processo: il 7 luglio 2026 erano stati attribuiti tre voucher Carta del docente da 500 euro ciascuno, per complessivi 1.500 euro, circostanza confermata dalla ricorrente. Ha compensato integralmente le spese di giudizio, ritenendo che il pieno soddisfacimento della pretesa sostanziale giustificasse tale regolazione, anche alla luce del precedente del Consiglio di Stato citato.
Norme richiamate
art. 1, comma 121, l. 107/2015
per le finalità di cui all'art. 1, comma 121, della L. n. 107 del 2015
La norma è richiamata nel titolo giudiziale come riferimento alle finalità per le quali deve essere attribuito il beneficio della Carta del docente; la sentenza in esame non ne sviluppa un'ulteriore interpretazione.
Massime di principio
- Se l'Amministrazione esegue integralmente il giudicato nelle more del giudizio di ottemperanza e la pretesa sostanziale del ricorrente risulta soddisfatta, il giudice dichiara cessata la materia del contendere.
- Il pieno soddisfacimento della pretesa sostanziale in corso di giudizio può giustificare l'integrale compensazione delle spese.
Come è indicizzato
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