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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 399/2024 del 05/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che confermava la custodia cautelare in carcere per taluni capi: il ricorrente deduceva violazione di legge e carenza di motivazione in ordine alla gravità indiziaria, con specifico riferimento ai capi 3, 4, 5 e 6. Il motivo principale contestava la valenza probatoria del riconoscimento operato dalla polizia giudiziaria basato su fotogrammi di videoriprese forniti da una vicina, ritenuti insufficienti e idonei solo ad identificare l'autore della rapina indicata al capo 6 e non gli altri reati.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza del motivo relativo alla rapina (capo 6) e per carenza di interesse rispetto agli altri capi. La Corte ha ritenuto legittima e non censurabile in questa sede la valutazione del Tribunale del riesame circa la gravità indiziaria: il Tribunale aveva ritenuto utili le dichiarazioni di un testimone (Zinelli Andrea) e l'analisi dei fotogrammi (confronto di tratti somatici, scarpe e modalità di movimento) per ritenere sussistente il grave indizio. Inoltre, poiché la misura cautelare era applicata anche per reati più gravi e per numerosi altri delitti-fine, l'accoglimento del ricorso su singoli capi non avrebbe arrecato vantaggio al ricorrente; pertanto il ricorso risultava privo di interesse. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 23 comma 8 D.L. n. 137/2020

    richiamato per indicare che il ricorso è stato trattato con contraddittorio scritto secondo la disciplina introdotta dal citato decreto

  • art. 616 cod. proc. pen.

    applicato per la consequenziale condanna alle spese processuali e per la determinazione della somma dovuta alla Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità del ricorso

  • Sez. 2, Sentenza n. 27866 del 17/06/2019, Rv. 276976

    giurisprudenza richiamata per affermare il limite del sindacato di legittimità sulle valutazioni di gravità indiziaria nelle misure cautelari: la Corte di Cassazione può verificare solo l'adeguatezza logico-giuridica della motivazione e non riformulare una diversa valutazione delle medesime circostanze

  • Sez. 2, Sentenza n. 33623 del 09/06/2023, Rv. 285265

    giurisprudenza richiamata per il principio secondo cui il ricorso è inammissibile per carenza di interesse quando la misura cautelare rimarrebbe comunque applicata per reati più gravi o per numerosi altri capi, rendendo inutile l'eventuale accoglimento limitato ad alcune imputazioni

Massime di principio

  • In sede di ricorso per cassazione avverso provvedimenti cautelari il sindacato è limitato: la Corte verifica l'adeguatezza logico-giuridica della motivazione, non può sostituirsi al giudice di merito per riconsiderare i profili di fatto già valutati.
  • Un riconoscimento basato su fotogrammi video e su dichiarazioni di testimoni può costituire elemento idoneo a fondare la gravità indiziaria se il giudice di merito ne valuta la compatibilità su tratti somatici, abbigliamento e modalità di azione; tale valutazione è difficilmente rivedibile in Cassazione.
  • Se la misura cautelare è mantenuta anche per reati più gravi o per molti altri capi non impugnati, il ricorso che contesti la gravità indiziaria solo in relazione ad alcuni capi può essere dichiarato inammissibile per carenza di interesse, perché l'eventuale accoglimento non comporterebbe alcun vantaggio pratico per l'indagato.
  • La declaratoria di inammissibilità comporta normalmente condanna alle spese e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., l'obbligo di versamento a favore della Cassa delle Ammende.

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