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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 396/2024 del 05/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza d'appello per plurimi profili: (i) vizi di motivazione e errata applicazione di norme penali con riferimento alla responsabilità per reati di truffa (art. 640) e falsità ideologica (artt. 476-479), contestando l'esistenza dell'inganno, dell'ingiusto profitto e dell'elemento soggettivo; (ii) dedotta innocuità del falso e mancanza del dolo specifico; (iii) richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis) e dell'attenuante di cui all'art. 62, n. 4; (iv) doglianze sulla determinazione della pena e sugli aumenti per continuazione; (v) censura per "contestazione a specchio" (presunto concorso apparente di norme/ne bis in idem); (vi) produzione in cassazione di atti sopravvenuti relativi a riparazioni spontanee

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi manifestamente infondati, generici e non consentiti. Ha ritenuto corretta la valutazione di merito della Corte d'Appello (che aveva parzialmente riformato il Tribunale dichiarando la prescrizione per alcuni capi e confermando le restanti condanne), ha escluso l'innocuità dei falsi ideologici, ha ritenuto sussistente il dolo generico per truffa e falso e ha condiviso il rigetto della particolare tenuità del fatto in ragione della reiterazione degli episodi e del rilievo pubblicistico della condotta. Ha inoltre disposto la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, salvo l'esonero dal rimborso delle spese sostenute dalla parte civile

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    "quando [...] l'offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale"

    La Corte interpreta l'istituto richiedendo una valutazione complessiva e di sintesi: la particolare tenuità è esclusa se emerge anche un solo elemento negativo rilevante (es. reiterazione, rilevanza pubblicistica, entità complessiva del danno). Le condotte ripetute e l'effetto sulla funzione pubblica ostano all'applicazione dell'esimente

  • art. 640 cod. pen. (truffa)

    Per la truffa è sufficiente il dolo generico (coscienza e volontà degli elementi costitutivi quali inganno, profitto, danno); il dolo può essere desunto dalle modalità esecutive e dalle circostanze concrete, inclusa la reiterazione

  • artt. 476-479 cod. pen. (falso ideologico)

    Il falso ideologico non è "innocuo" quando la falsificazione produce effetti giuridici o frustra la funzione documentale dell'atto (es. impedendo un controllo concreto in tema di sicurezza). Per la configurabilità del reato è sufficiente il dolo generico nella falsa attestazione

  • art. 62, n. 4, cod. pen. (attenuante)

    L'attenuante per il danno di speciale tenuità richiede che il pregiudizio sia lievissimo anche considerandone gli effetti: la mera esiguità nominale non è sufficiente se la condotta ha provocato lesioni non patrimoniali o lesioni del rapporto fiduciario

  • art. 81, comma 2, cod. pen.

    L'aumento per continuazione rientra nella discrezionalità del giudice di merito; la Corte ha ritenuto congruo l'aumento operato in relazione alla gravità e alla reiterazione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Usata per disporre la condanna alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende a carico del ricorrente

  • art. 609, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiamato per la valutazione di documenti o fatti sopravvenuti in cassazione: tali elementi possono essere valorizzati se non proponibili in sede d'appello e se immediatamente valutabili senza nuovi accertamenti

  • art. 620, comma 1, lett. l), cod. proc. pen.

    Norma che consente, in ipotesi, l'annullamento senza rinvio quando i presupposti della causa di non punibilità emergono immediatamente dagli atti; richiamata a titolo di principio relativo alla possibile valutazione in cassazione di fatti sopravvenuti

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione al modo di esposizione dei motivi di ricorso in cassazione (sintesi dei motivi come previsto dalle disposizioni sul ricorso)

Massime di principio

  • Per ottenere l'esimente di particolare tenuità (art. 131-bis) occorre una valutazione di sintesi: la condotta ripetuta, il rilievo pubblicistico e la sommatoria degli effetti negativi ostano al riconoscimento anche quando il singolo danno patrimoniale sia modesto
  • Il falso ideologico è "innocuo" solo se l'infedeltà dell'attestazione è del tutto irrilevante per la funzione probatoria e documentale dell'atto; la mera assenza di danno patrimoniale non basta se la falsificazione ha impedito controlli o ha prodotto effetti giuridici
  • Per truffa e falso è sufficiente il dolo generico: il giudice può desumerlo da modalità, reiterazione e circostanze concrete; non è necessario provare una finalità di lucro specifica diversa dalla coscienza e volontà degli elementi del reato
  • Non è consentito introdurre in cassazione motivi nuovi non svolti in appello salvo i limiti stabiliti dalla legge; fatti sopravvenuti possono essere valutati in cassazione solo se emergono chiaramente dagli atti e non richiedono ulteriori accertamenti
  • La configurabilità di un "reato complesso" richiede che la legge preveda espressamente un reato come elemento costitutivo o aggravante di un altro; la semplice sovrapposizione di contestazioni (falso come artifizio per truffa) non determina automaticamente assorbimento o concorso impossibile
  • La determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito: quando la pena inflitta è molto al di sotto della media edittale l'onere motivazionale è attenuato, mentre è più stringente se la pena è significativamente superiore

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