Cassazione Penale, Sentenza n. 2286/2022 del 20/01/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Balzamo chiedeva l'ammissione all'affidamento in prova al servizio sociale; il Tribunale di Sorveglianza di Napoli invece aveva rigettato tale istanza e aveva accolto solo la richiesta di detenzione domiciliare per l'esecuzione di mesi cinque di reclusione riferiti a condanna per lesioni personali aggravate e minaccia (fatti del 2006). In cassazione il ricorrente deduceva violazione di legge e vizi di motivazione sostenendo che il diniego si era fondato su generiche affermazioni circa frequentazioni di pregiudicati e su precedenti processuali non considerati nelle loro assoluzioni, non avendo il giudice valutato adeguatamente le concrete opportunità lavorative prospettate e la risalenza degli eventi.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto legittima e adeguatamente motivata la decisione del Tribunale di sorveglianza: ai fini dell'affidamento in prova occorre una prognosi favorevole di completo reinserimento sociale; il Tribunale ha valutato la natura della condanna e dei reati precedenti, la sussistenza di pendenze giudiziarie, l'abitudine del condannato a frequentare pregiudicati e la mancanza di prove di reali aspirazioni lavorative durante il periodo di libertà dal 2016. Le attestazioni circa una possibile assunzione futura non sono state ritenute sufficientemente affidabili, anche in ragione del profilo del datore di lavoro proposto. Le doglianze del ricorrente sono state giudicate meramente assertive e non sono riuscite a confutare le valutazioni di merito. Il ricorrente è stato altresì condannato al pagamento delle spese processuali.
Massime di principio
- L'ammissione all'affidamento in prova al servizio sociale richiede una valutazione prognostica di concreta possibilità di reinserimento: non è automatica e non sussiste alcuna presunzione di affidabilità.
- Il giudice valuta la natura del reato in esecuzione e i reati precedenti o successivi, oltre a pendenze e frequentazioni sociali che possano indicare pericolosità residua.
- La condotta tenuta dal condannato durante il periodo di libertà (es. reali tentativi di inserimento lavorativo) è elemento rilevante: offerte di lavoro generiche o attestazioni non corroborate possono non essere ritenute sufficienti.
- La presenza di legami con persone pregiudicate o di precedenti/pendenze giudiziarie può giustificare il diniego dell'affidamento e l'applicazione di misure alternative più restrittive, come la detenzione domiciliare.
- Per impugnare con successo un diniego è necessario fornire prove concrete e nuove rispetto a quanto già acquisito: documentazione solida sull'occupazione futura, prove di riabilitazione sociale, cancellazione/assoluzioni documentate dei precedenti o elementi che modifichino significativamente la valutazione del rischio.
- Le censure meramente assertive che non apportano elementi di fatto nuovi o non confutano le valutazioni motivate del giudice di merito sono destinate a essere rigettate in sede di legittimità.
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