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Sentenza

Sentenza n. 286/2026 - Cagliari, Sezione 1

per l'annullamento: - dell’ordinanza del Sindaco del Comune di Decimomannu quale rappresentante della comunità locale n. 21 del 18.12.2025 con cui è stato ingiunto, tra gli altri, ai ricorrenti, quali proprietari dell'area individuata al N.C.T. F. 13 part. 2334 e N.C.E.U. F.13 part. 2334 sub 1, “di provvedere con la massima urgenza e comunque entro e non oltre il termine di 30 (trenta) giorni dalla notifica della presente ordinanza alla rimozione dei rifiuti ed allo smaltimento - recupero degli stessi nei modi di legge e tramite ditte autorizzate; di ripristinare lo stato dei luoghi; di comunicare al Comune l'avvenuta esecuzione di quanto ordinato al fine di consentire l'effettuazione delle opportune verifiche mediante la presentazione della seguente documentazione: certificazione attestante la classificazione dei rifiuti con assegnazione di idonei codici CER; certificazione comprovante il conferimento ad impianti a recupero/smaltimento”; - di ogni altro atto inerente, presupposto e conseguente.

Giustizia amministrativa202600038

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sardegna - Cagliari, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza sindacale contingibile e urgente di rimozione, smaltimento o recupero di rifiuti e ripristino dello stato dei luoghi

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza sindacale con cui erano stati ingiunti, unitamente agli attuali locatari, di rimuovere e smaltire o recuperare, tramite ditte autorizzate, i rifiuti rinvenuti all'interno di un compendio di loro proprietà, nonché di ripristinare lo stato dei luoghi e produrre la documentazione relativa alla classificazione e al conferimento dei rifiuti. Il ricorso, notificato il 10 gennaio 2026, conteneva anche una domanda cautelare di sospensione dell'efficacia dell'ordinanza. Il testo non specifica i singoli motivi di illegittimità dedotti.

La decisione

Il TAR ha deciso la causa nel merito in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. Nelle more del giudizio, il Sindaco ha adottato l'ordinanza del 2 febbraio 2026, n. 9, annullando in autotutela l'ordinanza impugnata nella parte rivolta ai ricorrenti. Poiché l'atto contestato è stato così rimosso, il Collegio ha dichiarato la cessazione della materia del contendere. Il Comune è stato condannato, in applicazione della soccombenza virtuale, alla rifusione delle spese di lite, liquidate in euro 2.000,00 oltre accessori di legge e contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    decisione della causa nel merito ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 60 del codice del processo amministrativo

    Consente al giudice, ricorrendone i presupposti e sentite le parti, di definire il giudizio con sentenza in forma semplificata nella camera di consiglio fissata per la domanda cautelare.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    Richiamato implicitamente dall'annullamento in autotutela dell'ordinanza impugnata; il testo non espone ulteriori profili applicativi della disciplina.

Massime di principio

  • Quando, nelle more del giudizio, l'amministrazione annulla in autotutela il provvedimento impugnato nella parte riferita ai ricorrenti, viene meno l'oggetto della controversia e il giudice deve dichiarare la cessazione della materia del contendere.
  • La definizione del giudizio per cessazione della materia del contendere non impedisce la condanna alle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, valutando quale parte abbia determinato la necessità del giudizio e l'esito presumibile della controversia.

Come è indicizzato

MaterieRifiutiAutotutelaEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti speciali
RamiAmbienteEnti locali e organizzazione amministrativaProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaSopravvenuta carenza di interesse

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