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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15070/2026 del 27/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il PM aveva impugnato l'assoluzione pronunciata dal Tribunale di Marsala per il reato di cui agli artt. 54 e 1161 cod. nav., contestando che Salerno Aldo avesse occupato arbitrariamente area demaniale marittima mediante la costruzione di un terrazzo esterno. Il PM sostenne che l\'illecito ha natura permanente e che, pur essendo l\'opera originaria stata realizzata dal padre, il ricorrente (Salerno Aldo) avrebbe proseguito o consolidato l\'occupazione (con opere minori: piano cottura, locale tecnico, insegna) e non aveva titolo concessorio valido; inoltre evidenziava che la prescrizione decorre fino allo sgombero o al rilascio della concessione.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore della Repubblica e ha confermato l\'esito assolutorio del Tribunale. Ha ritenuto che l\'imputazione formalmente contestata all\'imputato fosse limitata alla costruzione del terrazzo e che dal dibattimento risultasse che tale terrazzo era stato realizzato dal padre dell\'imputato, motivo per cui il Tribunale aveva correttamente assolto "per non avere commesso il fatto". La Corte ha osservato che, sebbene sussistano principi di diritto che qualificano l\'occupazione demaniale come reato permanente e che titoli paesaggistici/urbanistici non sostituiscano la concessione demaniale, tali considerazioni non potevano mutare l\'esito quando l\'accusa non era stata rivolta alle condotte successive attribuite all\'imputato. La Corte ha inoltre rilevato un errore di diritto del Tribunale nell\'avere valorizzato il nulla osta della Soprintendenza del 02.02.1984, ma lo ha dichiarato non rilevante ai fini dell\'assoluzione fondata su fatto negativo.

Norme richiamate

  • Codice della navigazione, artt. 54 e 1161

    Regolano la tutela del demanio marittimo e la contravvenzione per "arbitraria occupazione"; la giurisprudenza interpreta il reato come permanente, la cui prosecuzione si realizza finché perdura l\'uso esclusivo sine titulo; la responsabilità può estendersi al successore che prosegua l\'occupazione.

  • Codice di procedura penale, art. 530, comma 2

    "per non avere commesso il fatto"

    Norma che contiene la formula dell\'assoluzione; la Corte ha confermato che tale formula è stata applicata correttamente quando è emerso che l\'imputato non era l\'autore della costruzione contestata.

  • Codice civile, art. 823

    "i beni facenti parte del demanio sono inalienabili e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi"

    Sottolinea il principio per cui i beni demaniali non possono essere acquisiti privatamente se non nei limiti di legge; è alla base della qualificazione dell\'illecito di occupazione demaniale.

  • Normativa regionale / nulla osta Soprintendenza (es. L.R. 70/1981; nulla osta 02.02.1984)

    nulla osta della Soprintendenza del 02.02.1984 prodotto in istruttoria

    Titoli urbanistico/paesaggistici o nulla osta non suppliscono alla necessaria concessione demaniale prevista dal codice della navigazione: la loro esistenza non legittima l\'uso esclusivo del bene demaniale.

  • Giurisprudenza consolidata (Cass. pen., Sez. 3: es. n. 6732/2019, n. 25984/2020, n. 43101/2021)

    Costituisce principio giurisprudenziale che l\'illiceità dell\'occupazione demaniale è permanente e cessa solo con lo sgombero o il rilascio della concessione; inoltre la nozione di "occupazione arbitraria" riguarda l\'uso esclusivo che comprime l\'uso collettivo, indipendentemente da chi abbia iniziato la violazione.

Massime di principio

  • La sentenza conferma il principio della necessaria corrispondenza tra accusa e decisione: il giudice non può essere condannato per fatti non contestati; se l\'unica imputazione riguarda un atto originario compiuto da un terzo (es. il padre), l\'imputato può essere assolto per non aver commesso quel fatto.
  • L\'occupazione del demanio marittimo è un reato di natura permanente: la sua durata è collegata al perdurare dell\'uso esclusivo sine titulo e si estingue con lo sgombero o il rilascio della concessione; la prescrizione decorre in relazione a tale persistenza.
  • La responsabilità penale può ricadere sul successore di fatto che prosegue l\'occupazione iniziata da altri, ma occorre che tale condotta sia specificamente contestata e provata nel processo.
  • Titoli amministrativi o nulla osta di carattere paesaggistico/urbanistico non sostituiscono la concessione demaniale: l\'assenza di un valido titolo concessorio rende l\'uso del demanio arbitrario, ma la prova deve riguardare chi effettivamente mantiene l\'occupazione.
  • Il pubblico ministero, in sede di impugnazione, deve attenersi alla contestazione formulata nel processo di primo grado; per ottenere l\'annullamento è necessario che il ricorso riguardi effettivamente i fatti contestati o che l\'accusa sia stata modificata/regolarmente ampliata nel corso del dibattimento.
  • Errori di diritto del giudice di merito (es. errata valorizzazione di un nulla osta) possono essere rilevanti, ma quando l\'esito del giudizio è determinato da accertamenti di fatto (es. chi ha materialmente costruito) tali errori possono risultare ininfluenti ai fini dell\'assoluzione.

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