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Sentenza

Sentenza n. 1042/2026 - Cagliari, Sezione 1

Giustizia amministrativa202400309

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sardegna - Cagliari, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Deliberazioni regionali concernenti il dimensionamento della rete scolastica e dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2024/2025, con possibile perdita dell’autonomia dell’istituto comprensivo di San Teodoro

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Comune ha impugnato la deliberazione della Giunta regionale n. 4/161 del 15 febbraio 2024, nonché, con motivi aggiunti, le linee guida e le precedenti deliberazioni regionali relative alla programmazione della rete scolastica per l’anno 2024/2025. Ha contestato la scelta di dimensionamento che avrebbe potuto determinare l’accorpamento dell’istituto comprensivo locale ad altra autonomia scolastica, con soppressione degli uffici di segreteria e della dirigenza amministrativa, pur lasciando intatti i plessi scolastici quali luoghi di erogazione del servizio. Il Comune ha dedotto eccesso di potere per difetto di istruttoria e di motivazione, violazione dei principi di ragionevolezza, proporzionalità e buon andamento, violazione della disciplina costituzionale e legislativa sul diritto all’istruzione, sull’autonomia scolastica e sull’organizzazione della rete scolastica, nonché mancata considerazione delle peculiarità territoriali, geografiche, infrastrutturali, demografiche e sociali del territorio, dei disagi nei collegamenti, della presenza di alunni con disabilità, stranieri e con bisogni educativi speciali, dei fenomeni di dispersione scolastica e della crescita della popolazione residente. Ha inoltre lamentato il mancato adeguato coinvolgimento delle autonomie locali e l’omessa applicazione di possibili criteri derogatori rispetto ai parametri ordinari. La Regione ha eccepito l’inammissibilità per omessa impugnazione degli atti presupposti e per natura meramente confermativa dell’atto impugnato, oltre alla genericità delle censure; nel merito ha sostenuto la conformità delle scelte alla normativa statale, al contingente regionale di autonomie scolastiche e agli obiettivi di razionalizzazione, rilevando anche l’assenza di proposte alternative comunali.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso, integrato dai motivi aggiunti, improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Il Comune, con memoria del 7 luglio 2026, ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione e ha chiesto la declaratoria di improcedibilità. Il giudice, in applicazione del principio dispositivo, ha ritenuto che tale dichiarazione impedisse di esaminare il merito delle censure e delle eccezioni di inammissibilità. Non sono state quindi valutate la legittimità degli atti di dimensionamento, la fondatezza dei vizi dedotti né le eccezioni regionali. Le spese sono state integralmente compensate in ragione dell’esito in rito.

Massime di principio

  • Quando il ricorrente dichiara, prima della decisione, il sopravvenuto venir meno dell’interesse alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
  • In presenza della sopravvenuta carenza di interesse manifestata dal ricorrente, il giudice amministrativo non può pronunciarsi sul merito della controversia, in ossequio al principio dispositivo.
  • La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse può giustificare la compensazione integrale delle spese di lite quando l’esito in rito costituisca un giusto motivo.

Come è indicizzato

MaterieScuolaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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