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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42426/2023 del 17/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del Riesame che ha confermato il sequestro preventivo dell'immobile adibito a studio/ambulatorio in piazza Re di Roma 52 int.1. Il ricorrente contestava: (i) vizi procedurali nell'ispezione dei carabinieri del NAS (assenza di decreto autorizzativo, mancata attesa del difensore, omissione delle dichiarazioni dell'indagato nel verbale) in violazione dell'art. 246 c.p.p.; (ii) carenza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione sul requisito del "periculum in mora" e sulla necessità del sequestro, sostenendo che le apparecchiature rinvenute (una centrifuga/separatore per PRP) non giustificano il sequestro dell'immobile e che la motivazione si sarebbe illegittimamente concentrata sugli strumenti piuttosto che sulle condizioni dei locali. Sono inoltre contestati i rilievi relativi a esercizio abusivo di attività diagnostica e di laboratorio e a un presunto falso ideologico per uso del timbro di un altro medico.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondati entrambi i motivi: sul piano procedurale ha considerato regolare la delega del Pubblico Ministero all'ispezione del NAS e ha rilevato che le dichiarazioni dell'indagato risultano nel verbale; non sussiste l'obbligo di previa attesa del difensore per atti di ispezione non aventi carattere probatorio secondo la normativa e la giurisprudenza richiamata. Sul piano sostanziale il Tribunale del Riesame ha adeguatamente motivato il periculum in mora facendo riferimento all'assenza di autorizzazione sanitaria per l'attività diagnostica/laboratoristica e alle gravissime condizioni di igiene documentate (fotografie e informativa dei carabinieri), che possono determinare il perpetuarsi o l'aggravamento del reato. In conseguenza il sequestro preventivo dell'immobile è stato confermato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • R.D. n. 1265 del 1934

    La norma richiede autorizzazione sanitaria per attività diagnostica; la sua assenza costituisce elemento a supporto del periculum in mora e dell'esercizio abusivo dell'attività diagnostica

  • Codice Penale

    Contempla il reato di esercizio abusivo della professione (analista); la mancanza di personale qualificato nelle operazioni di analisi rafforza l'indizio del reato

  • Codice di Procedura Penale

    Richiamato dal ricorrente in relazione all'ispezione; la Corte ha ritenuto che la delega del PM al NAS e la forma del verbale siano state sufficienti e conformi alle norme procedurali

  • Disposizioni di attuazione del codice di procedura penale

    art. 114 disp. att. c.p.p.

    Norma sui diritti della difesa applicabile agli atti con vocazione probatoria (art. 356 c.p.p.); la Corte ha precisato che tale obbligo non si estende alle ispezioni connesse al sequestro preventivo

  • Codice di Procedura Penale

    Individua gli atti probatori per i quali è prevista la tutela difensiva; la Corte ha distinto tali atti dalle ispezioni collegate al sequestro preventivo

  • Giurisprudenza

    Sez. U, n. 15453 del 29/1/2016 (Rv. 266395)

    Precisa che non sussiste l'obbligo di avviso della facoltà di farsi assistere da difensore per ispezioni non aventi carattere probatorio e conferma la legittimità dell'operato della polizia giudiziaria delegata

  • Giurisprudenza

    Sez. U, n. 8094 del 27/6/1987 (Rv. 176351)

    Richiamata in riferimento alla disciplina previgente (art. 304-bis c.p.p. previgente) per confermare il principio secondo cui determinate formalità non si applicano agli atti di polizia giudiziaria non probatori

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo di un immobile adibito ad ambulatorio può essere legittimamente disposto quando vi siano gravi indizi di esercizio abusivo di attività diagnostica o di laboratorio e manchi l'autorizzazione sanitaria: l'assenza di autorizzazione e condizioni igieniche precarie possono configurare periculum in mora.
  • La delega dell'attività di ispezione da parte del Pubblico Ministero a forze di polizia specializzate (es. NAS) è sufficiente se documentata; il giudizio sulla regolarità dell'ispezione richiede l'accertamento concreto del verbale e delle formalità compiute, non solo obiezioni generiche.
  • Non è sempre obbligatoria la preventiva attesa della presenza del difensore per le ispezioni connesse al sequestro preventivo: la tutela della difesa si applica con maggior rigore agli atti con vocazione probatoria ex art. 356 c.p.p., mentre per le ispezioni eseguite nell'ambito di attività di polizia giudiziaria la giurisprudenza ammette modalità meno formali.
  • La contestazione sulla carenza motivazionale del provvedimento di riesame richiede analytics puntuali: per ottenere l'annullamento occorre dimostrare concretamente che il giudice non abbia considerato elementi essenziali (es. periculum in mora) o si sia basato su fatti immaginari; la mera affermazione di motivazione superficiale è spesso insufficiente.
  • Strumenti rinvenuti (es. centrifuga) possono assumere rilievo probatorio anche se il proprietario dichiara un uso diverso (es. PRP): spetta al giudice valutare la coerenza fra l'oggetto rinvenuto, le condizioni dei locali e la presenza o meno di personale qualificato.
  • In impugnazioni cautelari è importante allegare e documentare puntualmente le presunte violazioni procedurali e dimostrare il nesso con l'illegittimità del sequestro; eccezioni vaghe o generiche hanno scarse probabilità di successo in sede di legittimità.

Testo integrale

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