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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9475/2023 del 07/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione in cassazione dell'ordinanza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che, in sede di rinvio ex art. 627 c.p.p., aveva rigettato l'appello cautelare avverso il sequestro preventivo di due motrici/trattori e due semirimorchi (assoggettati a sequestro per violazioni in materia di accise ai sensi dell'art. 40 d.lgs. 504/1995). Il ricorso deduceva violazione dell'art. 627, comma 3 c.p.p. e carenza o apparente motivazione in relazione all'art. 321, comma 1 c.p.p., lamentando in particolare l'omessa o insufficiente motivazione sul "periculum in mora" e la errata valutazione circa la sussumibilità dei beni tra quelli destinati alla commissione del reato ai fini della confisca obbligatoria ex art. 44 d.lgs. 504/95.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso: ha ritenuto fondata unicamente la censura relativa all'omessa motivazione in ordine al "periculum in mora" e ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente a tale profilo, rinviando al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per nuovo giudizio. Sul resto il ricorso è stato respinto: la Corte ha confermato che i mezzi utilizzati per il trasporto del prodotto sottratto alle accise (autobotti, autocisterne e relative motrici) rientrano nella categoria dei "mezzi comunque utilizzati" soggetti a confisca ex art. 44 d.lgs. 504/1995. Tuttavia, poiché i beni sequestrati non appaiono intrinsecamente illeciti, il giudice del rinvio dovrà motivare adeguatamente il periculum in mora che giustifica l'anticipazione dell'effetto ablativo della confisca prima della definizione del giudizio.

Norme richiamate

  • d.lgs. 26 ottobre 1995 n. 504, art. 44

    "I prodotti, le materie prime ed i mezzi comunque utilizzati per commettere le violazioni di cui agli articoli 40, 41 e 43"

    La Corte ha interpretato la norma nel senso che i veicoli e le cisterne utilizzati per trasportare il prodotto sottratto alle accise rientrano tra i "mezzi comunque utilizzati" e possono essere assoggettati a confisca obbligatoria ex lege.

  • d.lgs. 26 ottobre 1995 n. 504, art. 40

    Articolo richiamato come fattispecie di reato (violazioni in materia di accise) rispetto alla quale sono stati disposti sequestro e confisca dei mezzi utilizzati.

  • codice di procedura penale, art. 321 comma 1 e comma 2

    Art. 321 c.p.p. regola il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; le Sezioni Unite (citate) hanno precisato che il provvedimento deve contenere una concisa motivazione anche del "periculum in mora", salvo che si tratti di cose intrinsecamente illecite per le quali può bastare l'appartenenza al novero dei beni confiscabili.

  • codice di procedura penale, art. 627 comma 3

    Norma procedurale relativa al giudizio in sede di rinvio; il ricorrente lamentava il mancato rispetto delle indicazioni vincolanti della Corte di Cassazione nel giudizio di rinvio.

  • codice penale, art. 240

    Richiamato nel contesto della disciplina della confisca collegata a reati per i quali il sequestro è volto a consentire l'anticipazione dell'effetto ablativo; la giurisprudenza citata collega art. 240 alle esigenze di motivazione del periculum in mora.

  • codice di procedura penale, art. 322-bis

    Norma richiamata in relazione al precedente ricorso/rescissione di una ordinanza del tribunale del riesame; contesto procedurale di impugnazione cautelare utilizzato nelle fasi precedenti.

  • Sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, n. 36959 del 24/06/2021 (Ellade Gabriella Maria)

    Principio affermato: il provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere la motivazione sul periculum in mora collegata alle ragioni che giustificano l'anticipazione dell'effetto ablativo; se le cose sono intrinsecamente illecite, può essere sufficiente la sola attestazione dell'appartenenza al novero dei beni confiscabili, altrimenti è necessaria una motivazione più articolata sul rischio di dissipazione.

Massime di principio

  • Se il bene sequestrato è "intrinsecamente illecito" (cioè rientra per natura tra i beni confiscabili ex lege), la motivazione del periculum in mora può essere limitata alla sola appartenenza del bene al novero dei beni confiscabili.
  • Se i beni non sono intrinsecamente illeciti (es. automezzi, macchinari, beni mobili ordinari), il provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere una motivazione specifica e adeguata sul "periculum in mora" che giustifichi l'anticipazione dell'effetto ablativo prima della sentenza definitiva.
  • L'utilizzo anche occasionale di un bene per commettere il reato può essere ritenuto idoneo a farlo rientrare nella categoria dei "mezzi comunque utilizzati" ai fini della confisca ex art. 44 d.lgs. 504/95, specialmente nel contesto del trasporto di prodotti soggetti ad accise.
  • In sede di rinvio il giudice deve rispettare le indicazioni vincolanti della Corte di Cassazione e motivare espressamente sui punti richiesti dalla pronuncia di annullamento; la mera affermazione generica non sostituisce una motivazione effettiva.
  • Per impugnare con successo un sequestro non intrinsecamente illecito è efficace dimostrare l'assenza di concreto pericolo di dissipazione o di altri elementi che giustifichino l'anticipazione della confisca (es. impossibilità di alienazione, valore non distraibile, garanzie alternative).

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