Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4950/2025 del 06/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 09/07/2024 che aveva dichiarato non luogo a provvedere sul reclamo avverso il decreto del Magistrato di sorveglianza (proroga dal 20/03/2023 al 20/06/2023) relativo alla sottoposizione al visto di controllo sulla corrispondenza del detenuto, per sopravvenuta cessazione degli effetti del provvedimento. Il ricorrente ha dedotto la violazione e/o errata applicazione di norme processuali (tra cui artt. 18-ter Ord. pen., 568, comma 4 cod. proc. pen., 627, 591 cod. proc. pen.) e ha sostenuto che l'interesse a impugnare permaneva perché l'esito del controllo giurisdizionale è destinato a riverberarsi in modo vincolante sul futuro esercizio del potere di controllo della corrispondenza e, quindi, sul regime differenziato ex art. 41-bis.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che il Tribunale di sorveglianza abbia errato nel dichiarare la sopravvenuta carenza di interesse. La Corte ha richiamato il consolidato orientamento secondo cui, nelle materie attinenti al controllo della corrispondenza e alle misure connesse al regime differenziato (art. 41-bis), l'interesse a impugnare può sussistere anche se è decorso il termine di efficacia dell'atto impugnato, in quanto la decisione di legittimità può avere effetti vincolanti e immediati sul rinnovo o sulla rinnovata applicazione del potere di controllo. Per questi motivi la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il fascicolo al Tribunale di sorveglianza di Bologna per un nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 41-bis Ordinamento penitenziario

    Il regime differenziato ex art. 41-bis costituisce il contesto fattuale rilevante: la decisione sul controllo della corrispondenza può incidere sul trattamento differenziato e, dunque, l'impugnazione mantiene rilievo anche oltre la scadenza formale dell'atto impugnato, per i suoi effetti vincolanti sul futuro esercizio del potere

  • art. 18-ter Ord. pen. (legge 26 luglio 1975, n. 354)

    Norma che disciplina il reclamo avverso i provvedimenti del magistrato di sorveglianza relativi al controllo della corrispondenza; utilizzata per inquadrare il rimedio esperito dal detenuto

  • art. 568, comma 4, cod. proc. pen.

    «per proporre impugnazione è necessario avervi interesse»

    La Corte interpreta la nozione di interesse all'impugnazione in senso utilitaristico: deve essere immediato, concreto e attuale e sussistere sia al momento della proposizione sia al momento della decisione. Tuttavia, in materia di visto di controllo della corrispondenza e 41-bis l'interesse può sussistere anche se l'atto è scaduto, per gli effetti vincolanti del giudicato

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    Richiamato quale riferimento alle motivazioni di cassazione: con questo articolo sono indicate le ragioni di gravame censurate in cassazione (vizi di legge e vizio di motivazione), e la Corte valuta se il Tribunale si sia attenuto ai principi stabiliti nella pronuncia rescindente

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione ai limiti di motivazione e all'ambito necessario della censura in cassazione: il ricorso deve esporre motivazioni nei termini strettamente necessari per la decisione

  • art. 591, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma processuale di riferimento per l'impugnazione (indicata tra le censure); la Corte la tiene presente nel quadro delle garanzie procedurali e del diritto di impugnare

  • art. 627 cod. proc. pen.

    Citato dal ricorrente tra le norme presumibilmente violate; la Corte considera il complesso delle doglianze procedurali e di motivazione alla luce dei principi di giurisdizione effettiva

  • art. 6.1 Convenzione europea dei diritti dell'uomo

    Richiamato implicitamente come parametro rispetto al principio dell'effettività del rimedio giurisdizionale: la mancata decisione nel merito su questioni che incidono sul regime detentivo potrebbe ledere il diritto a un controllo giurisdizionale effettivo

Massime di principio

  • In materia di controllo della corrispondenza e misure connesse al regime 41-bis, l'interesse a impugnare non si esclude automaticamente per il mero decorso del termine di efficacia dell'atto impugnato quando l'esito del giudizio possa influire in modo vincolante sul futuro esercizio del potere (ad es. rinnovi o rinnovata applicazione).
  • Il requisito dell'interesse all'impugnazione va valutato utilitaristicamente: occorre un interesse concreto e attuale a rimuovere uno svantaggio o a ottenere un vantaggio per il ricorrente, esistente sia al momento della proposizione che della decisione; ma in casi particolari (41-bis, controllo corrispondenza) la giurisprudenza consente che tale interesse sussista anche dopo la scadenza formale dell'atto.
  • Il giudice di merito non può chiudere la via giurisdizionale con una declaratoria di carenza di interesse quando la mancata decisione incide sull'effettività del rimedio e sui diritti fondamentali del detenuto (va valutato il rischio di vanificare il controllo giurisdizionale, anche ai sensi dell'art. 6 CEDU).
  • Le decisioni che riguardano misure limitative del trattamento detentivo devono essere motivate in modo adeguato e confrontarsi con le specifiche deduzioni difensive; motivazioni vaghe o generiche possono portare all'annullamento in Cassazione.
  • Se si affronta una situazione simile, il difensore dovrebbe evidenziare con chiarezza l'utilità concreta dell'impugnazione (anche in vista di effetti futuri sul regime detentivo) e sollecitare la decisione nel merito per evitare la preclusione del rimedio giurisdizionale.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.