Cassazione Penale, Sentenza n. 30613/2025 del 12/09/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La Elimi Costruzioni Srl impugnava l'ordinanza del Tribunale di Trapani che aveva rigettato l'incidente di esecuzione promosso ex art. 666 c.p.p. e art. 48, comma 7-ter d.lgs. n. 159/2011 volto allo scioglimento della comunione indivisa relativa a immobili parzialmente assoggettati a confisca definitiva. La società sosteneva che, dopo una ricostituzione del capitale sociale a seguito di perdite, l'ANBSC non aveva sottoscritto il ripianamento e quindi non risultava più socia: di conseguenza il vincolo di ablazione avrebbe dovuto operare solo come proiezione virtuale su una quota del patrimonio immobiliare (comunione indivisa) e non sulle partecipazioni sociali, legittimando l'incidente di esecuzione per divisione/assegnazione dei beni.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso nei termini illustrati, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando al Tribunale di Trapani. La Corte ha ritenuto che l'incidente di esecuzione debba essere deciso dopo il preventivo instaurarsi del contraddittorio e i necessari accertamenti tecnici sulla divisibilità dei beni. Ha inoltre rilevato che il Tribunale deve verificare se sia stata impugnata, ai sensi dell'art. 2479-ter c.c., la delibera di ricostituzione del capitale sociale e quale sia l'esito di tale impugnazione, poiché ciò è decisivo per stabilire se la confisca abbia ancora ad oggetto partecipazioni sociali o si sia trasformata in una quota indivisa del patrimonio immobiliare. In caso di conferma che la confisca è ora limitata a una quota indivisa degli immobili, il Tribunale dovrà decidere l'incidente secondo le regole proprie della comunione indivisa previste dall'art. 48, comma 7-ter (accertamento divisibilità, assegnazione con conguaglio o vendita tramite Agenzia).
Norme richiamate
d.lgs. n. 159 del 2011, art. 48, comma 7-ter
Legittima l'ANBSC o il partecipante in buona fede a promuovere l'incidente di esecuzione per la destinazione dei beni confiscati; impone accertamenti tecnici sulla divisibilità e determina le opzioni di divisione, assegnazione con conguaglio o vendita.
d.lgs. n. 159 del 2011, art. 48, comma 8
Disciplina la destinazione dei beni confiscati aventi matrice aziendale; la Corte ha rilevato che tale disciplina non è applicabile se la confisca si è trasformata in una quota indivisa del patrimonio immobiliare disgiunta dalla matrice societaria.
codice di procedura penale, art. 666
L'incidente di esecuzione si propone secondo le norme dell'art. 666 c.p.p.; la Corte sottolinea che, quando il Tribunale decide l'incidente dopo contraddittorio, il rimedio avverso è il ricorso per cassazione previsto dal comma 6.
codice di procedura penale, art. 676 e art. 667
Riferimenti alla disciplina ordinaria dei conflitti esecutivi che normalmente consentirebbero una definizione senza formalità; la Corte distingue la procedura prevista dall'art. 48, comma 7-ter, che richiede invece il contraddittorio e accertamenti tecnici.
codice civile, art. 2479-ter
Norma che disciplina l'impugnazione delle deliberazioni sociali. La Corte ha rilevato l'onere del Tribunale di accertare se la delibera di ricostituzione del capitale sia stata impugnata e l'esito di tale impugnazione, poiché ciò incide sulla qualificazione della confisca.
d.lgs. n. 159 del 2011, artt. 20 e 24
Citati quanto alla separazione tra partecipazioni sociali e patrimonio societario; la Corte osserva che tale separazione non è automaticamente superata dalla sola dichiarazione di confisca ma rileva per la valutazione della natura dell'oggetto della confisca.
Massime di principio
- Il Tribunale deve instaurare il contraddittorio con tutte le parti interessate e disporre i necessari accertamenti tecnici (ad es. sulla divisibilità degli immobili) prima di decidere un incidente di esecuzione ex art. 48, comma 7-ter d.lgs. 159/2011.
- Se, per effetto di atti societari successivi alla confisca (es. ricostituzione del capitale senza la partecipazione dell'ente confiscatario), la confisca cessi di avere ad oggetto le partecipazioni sociali e si traduca in una quota indivisa del patrimonio immobiliare, la materia va qualificata come comunione indivisa e vanno applicate le regole di cui al comma 7-ter (assegnazione con conguaglio o vendita), non la disciplina propria dei beni aziendali.
- Il Tribunale deve verificare l'esistenza e l'esito di eventuali impugnazioni delle delibere sociali (art. 2479-ter c.c.), perché l'accoglimento di tali impugnazioni può incidere sulla titolarità delle partecipazioni e quindi sulla legittimità e sull'oggetto della confisca.
- L'azione della società per ottenere divisione o assegnazione è ammissibile anche quando l'ANBSC sia parte della comunione, sempreché ricorra buona fede e si proceda nel contraddittorio; l'unico rimedio avverso la decisione del Tribunale sull'incidente di esecuzione è il ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 666 c.p.p., comma 6.
- La società non può 'neutralizzare' automaticamente gli effetti della confisca mediante atti societari: il giudice deve valutare organicamente la situazione giuridica e sostanziale, compresa la natura definitiva della confisca e l'effettivo oggetto dell'ablazione, prima di rigettare o accogliere l'incidente di esecuzione.
- In caso di bene indivisibile, i partecipanti in buona fede possono chiedere l'assegnazione con conguaglio; se più partecipanti la richiedono, prevale il titolare della quota maggiore o l'assegnazione può essere disposta congiuntamente; in mancanza di domande di assegnazione si procede a vendita a cura dell'Agenzia.
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