Sentenza n. 1394/2026 - Firenze, Sezione 1
per l’ottemperanza della Sentenza n. 408/2024 - RG n. 1091/2023 – pubblicata il 07/06/2024, emessa dal Tribunale di Siena, Sez. lavoro, Giudice Dott. Delio Cammarosano, notificata a mezzo pec il 02 agosto 2024 e passata in giudicato come da attestazione della cancelleria del Tribunale di Siena;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inesecuzione della sentenza del Tribunale di Siena n. 408/2024, passata in giudicato, relativa all'attribuzione della Carta del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha chiesto l'esecuzione, mediante giudizio di ottemperanza, della sentenza n. 408/2024 del Tribunale di Siena, Sezione lavoro, notificata al Ministero il 2 agosto 2024 e passata in giudicato. La pronuncia aveva accertato il diritto della docente all'assegnazione della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, condannando il Ministero all'accreditamento di 500 euro per ciascuna annualità, oltre agli interessi legali. La ricorrente ha dedotto l'inesecuzione del giudicato e ha chiesto che fosse ordinato al Ministero di accreditare gli importi dovuti. Il ricorso per ottemperanza è stato notificato il 3 agosto 2025, dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per l'esecuzione nei confronti delle amministrazioni pubbliche. Il Ministero non si è costituito e non ha contestato l'inottemperanza.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda di ottemperanza, ritenendo comprovati il titolo esecutivo giudiziale, il suo passaggio in giudicato, la notificazione all'amministrazione e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni. Accertata l'inesecuzione non contestata, ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare integrale esecuzione alla sentenza del Tribunale di Siena, accreditando mediante Carta del docente 500 euro per ciascuno degli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, entro 30 giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza ha nominato commissario ad acta, per i successivi 60 giorni, il Direttore generale dell'Ufficio centrale di Bilancio del Ministero, con facoltà di delega. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre oneri e accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996
termine dilatorio di centoventi giorni
Il termine dilatorio deve essere rispettato prima dell'avvio dell'esecuzione forzata o del giudizio di ottemperanza nei confronti dell'amministrazione debitrice.
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
importo nominale complessivo di euro 500,00 per ciascuna annualità
La disposizione individua le finalità e le modalità attributive della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, secondo quanto stabilito nel giudicato da eseguire.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è fondato quando il ricorrente dimostra l'esistenza di un titolo giudiziale passato in giudicato, la sua notificazione all'amministrazione e l'inosservanza degli obblighi conformativi o di condanna da parte dell'amministrazione.
- Nei confronti dell'amministrazione pubblica, il giudizio di ottemperanza può essere promosso soltanto dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996, decorrente dalla notificazione del titolo esecutivo all'amministrazione debitrice.
- In presenza di un giudicato ineseguito, il giudice dell'ottemperanza può fissare un termine per l'adempimento e nominare, per il caso di ulteriore inerzia, un commissario ad acta incaricato di sostituirsi all'amministrazione inadempiente.
- L'amministrazione deve dare esecuzione integrale al giudicato nei limiti e secondo le modalità stabilite dal titolo giudiziale, senza poter rimettere in discussione l'accertamento ormai coperto da giudicato.
Come è indicizzato
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