Ordinanza n. 1167/2026 - Napoli, Sezione 7
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, della nota prot. n. 63559 del 15/09/2025, succ.te notificata a mezzo A.R. spedita il 22/09 detti, recante diniego di accertamento di conformità ex art. 36-bis d.P.R. n. 380/01; - nonché di ogni altro atto preordinato, connesso e consequenziale comunque lesivo degli interessi della ricorrente, tra cui, per quanto di ragione: -la nota prot. n. 40415 del 02/07/2025, recante preavviso di diniego; -la nota prot. n. 43965 del 14/07/2025, di riscontro a richiesta di differimento termini per reperimento di documentazione utile a comprovare preesistenza; -la nota prot. n. 73616 del 13/10/2025, recante conferma del diniego al ridetto accertamento di conformità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di accertamento di conformità ex art. 36-bis d.P.R. 380/2001, unitamente agli atti connessi, inclusi il preavviso di diniego e la successiva conferma
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato il diniego comunale di accertamento di conformità ai sensi dell'art. 36-bis d.P.R. 380/2001, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. La controversia riguarda la prova della preesistenza del manufatto. Dagli atti emerge che la ricorrente aveva sostenuto la remota realizzazione dell'opera, anche richiamando una soletta in calcestruzzo di sottofondazione risalente al 1959 e documentazione diretta a comprovare la preesistenza. Il Comune ha tuttavia rilevato che il manufatto non risultava visibile nelle aerofotografie del 1956 e che la soletta era stata ricondotta dalla stessa parte a un piazzale esterno all'area occupata dal locale, non al manufatto in sé. La ricorrente ha inoltre contestato il preavviso di diniego e il mancato differimento dei termini per il reperimento della documentazione.
La decisione
In sede cautelare il TAR ha ritenuto che il diniego del 15 settembre 2025 apparisse adeguatamente motivato quanto alla mancanza di prova della preesistenza del manufatto. In particolare, la non visibilità dell'opera nelle aerofotografie del 1956 e l'assenza di un collegamento dimostrato tra la soletta in calcestruzzo e il manufatto rendono la realizzazione del locale nel 1959 una mera ipotesi, non sostenuta da elementi indiziari sufficienti. Il giudice ha quindi respinto l'istanza di sospensione dell'efficacia degli atti impugnati. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 36-bis d.P.R. 380/2001
La disposizione costituisce la base normativa dell'istanza di accertamento di conformità edilizia; il diniego è stato ritenuto, in sede cautelare, adeguatamente motivato in relazione alla mancata prova della preesistenza del manufatto.
art. 55 c.p.a.
Disciplina la domanda cautelare incidentale, sulla quale il TAR si è pronunciato respingendo la richiesta di sospensione.
Massime di principio
- Ai fini dell'accertamento di conformità edilizia, la preesistenza del manufatto deve essere supportata da elementi documentali o indiziari sufficienti; una ricostruzione meramente ipotetica non è idonea a fondare l'accoglimento dell'istanza.
- Il diniego di accertamento di conformità è adeguatamente motivato quando l'amministrazione indica gli elementi oggettivi dai quali risulta non dimostrata la preesistenza dell'opera e spiega perché gli elementi prodotti non siano riferibili al manufatto.
- La presenza di una soletta o fondazione di remota realizzazione non dimostra, di per sé, la preesistenza del manufatto sovrastante quando la stessa parte interessata la riferisca a un'area esterna o diversa rispetto a quella occupata dall'edificio.
- In sede cautelare non sussistono i presupposti per sospendere il diniego quando la motivazione amministrativa sulla carenza della prova della preesistenza appare adeguata e gli elementi addotti dalla parte non superano tale rilievo.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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