Cassazione Civile, Sentenza n. 20973/2021 del 22/07/2021
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
L'Agenzia delle Entrate aveva liquidato in misura proporzionale l'imposta di registro sul decreto di omologazione del concordato preventivo dell'Impresa Castaldo Costruzioni s.r.l., ritenendo che la previsione di contratti preliminari e di mandato irrevocabile integrasse un trasferimento di beni tassabile in proporzione. Le banche co-creditrici (BNL e Unicredit) impugnavano l'avviso per vizi di motivazione (mancata allegazione e indicazione corretta del decreto tassato), per contestazione del termine di decadenza applicabile (triennale vs quinquennale), per extrapetizione del giudice di appello che avrebbe ravvisato un intento elusivo non contestato dall'Ufficio, e per errata interpretazione dell'art. 20 d.p.r. 131/1986 e della Tariffa (sostenendo che il decreto di omologazione non produceva immediati effetti traslativi e quindi l'imposta doveva essere fissa ai sensi dell'art. 8, lett. g) della Tariffa).
La decisione
La Corte di Cassazione ha riunito i ricorsi, respinto talune censure (in particolare quelle relative a motivazione dell'avviso e al termine decadenziale, che è stato correttamente individuato come triennale dalla richiesta di registrazione), ma ha accolto il quarto, quinto e sesto motivo dei ricorsi riguardanti la qualificazione fiscale del decreto di omologazione. La Corte ha ritenuto che il decreto di omologazione non aveva effetti traslativi immediati e che, non essendo l'Ufficio pervenuto nell'avviso a contestare l'abuso/elusione con le specifiche previste, non era possibile ricollegare la tassazione proporzionale mediante il criterio del cosiddetto 'negozio indiretto'. Ne è seguito che la tassazione doveva essere quella fissa prevista per gli atti di omologazione (art. 8, lett. g) della Tariffa). La sentenza della Commissione tributaria regionale è stata cassata in relazione ai motivi accolti e la Corte, decidendo nel merito, ha accolto l'originario ricorso delle contribuenti; hanno sido compensate le spese dei gradi di merito e l'Agenzia delle Entrate è stata condannata alle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 20, d.p.r. n. 131/1986
l'imposta è applicata secondo la intrinseca natura e gli effetti giuridici dell'atto presentato alla registrazione, anche se non vi corrisponda titolo o la forma apparente, sulla base degli elementi desumibili dall'atto medesimo, prescindendo da quelli extratestuali e dagli atti ad esso collegati, salvo quanto disposto dagli articoli successivi
La Corte sottolinea che l'art. 20 richiede l'analisi degli elementi desumibili dall'atto presentato: dopo le modifiche normative la valutazione non può fondarsi su elementi extratestuali o su collegamenti negoziali. Nel caso concreto non risultavano elementi nell'atto omologatorio idonei a far emergere un immediato effetto traslativo e l'Ufficio non aveva contestato specificamente un abuso/elusione.
art. 8, Tariffa, parte prima, allegata al d.p.r. n. 131/1986 (lett. g))
Gli atti di omologazione, in particolare i decreti di omologazione del concordato senza immediato effetto traslativo, sono soggetti all'imposta di registro in misura fissa; pertanto se manca l'effetto traslativo immediato il criterio da applicare è quello nominalistico della lett. g).
art. 54, d.p.r. n. 131/1986 (comma 4)
Se le indicazioni richieste dall'art. 54 sono riportate nell'atto, ciò è sufficiente ai fini della motivazione dell'avviso di liquidazione; non è necessaria l'allegazione integrale del decreto quando le parti sono note e l'atto è conoscibile dalle stesse.
art. 76, d.p.r. n. 131/1986
La Corte ha ritenuto corretta l'applicazione del termine decadenziale triennale previsto per la registrazione avvenuta su richiesta (registrazione a termine fisso), con decorrenza dalla richiesta di registrazione e non dalla data di deposito del decreto.
art. 7, L. n. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente)
Richiamato in relazione al diritto di difesa: la Corte ritiene che non sia stato leso il contraddittorio poiché gli elementi essenziali erano conoscibili dalle parti e adeguatamente indicati nell'atto impugnato.
art. 112 cod. proc. civ.
Richiamato in relazione alla correttezza del contraddittorio e alla eventuale extrapetizione; la Corte valuta che talune deduzioni del giudice di appello (es. su presunto intento elusivo) erano extrapetizioni non contestate dall'Ufficio e pertanto non idonee a sorreggere la tassazione proporzionale.
art. 10-bis, L. n. 212/2000
Riferimento al profilo antielusivo; la Corte segnala che l'art. 20 non è sostitutivo degli strumenti antielusivi e che la contestazione dell'elusione richiede specifica allegazione e motivazione da parte dell'Amministrazione.
art. 2645, cod. civ.
Norma richiamata nel decreto omologativo in relazione alla trascrizione e al rinnovo della trascrizione dopo il triennio: utile per valutare la mancanza di trasferimento immediato della proprietà.
art. 68, d.lgs. n. 546/1992
Richiamato con riferimento allo sgravio in autotutela dell'atto di riscossione: la Corte osserva che l'annullamento di una cartella in autotutela non elimina automaticamente l'interesse a ottenere pronuncia sull'avviso impugnato nel processo tributario.
art. 1306, c.c.
Citato con riferimento all'estensione degli effetti del giudicato ai coobbligati; la Corte ricorda le condizioni per invocare il giudicato favorevole ottenuto da altri coobbligati.
Massime di principio
- Se un decreto di omologazione del concordato non produce effetti traslativi immediati, la tassazione più congrua è quella fissa prevista per gli atti di omologazione (art. 8, lett. g) della Tariffa), salvo che dall'atto stesso emergano elementi che dimostrino un trasferimento immediato.
- L'Amministrazione finanziaria che intende qualificare fiscalmente un atto per la sua sostanza ai sensi dell'art. 20 d.p.r. 131/1986 deve basarsi su elementi desumibili dal solo atto presentato; non è consentito fondare la qualificazione su elementi extratestuali o su collegamenti negoziali non richiamati nell'avviso, e se si invoca l'elusione occorre specifica contestazione endoprocedimentale.
- La correttezza formale dell'avviso di liquidazione è valutata anche alla luce della conoscibilità dell'atto da parte delle parti: la presenza delle indicazioni richieste dall'art. 54 nel testo è spesso sufficiente e il contribuente deve dimostrare il concreto pregiudizio al diritto di difesa.
- Per il calcolo dei termini decadenziali (art. 76 d.p.r. 131/1986) è cruciale determinare se si tratta di registrazione d'ufficio o di registrazione su richiesta/trascrizione a termine; la decorrenza del termine cambia e può incidere sulla validità dell'avviso notificato.
- Il contribuente che voglia avvalersi di un giudicato favorevole ottenuto da altro coobbligato deve verificare tutti i presupposti richiesti (giudicato passato in cosa giudicata, mancata formazione di giudicato autonomo tra le parti interessate, tempestività dell'eccezione nel giudizio pendente, assenza di ragioni personali alla base del giudicato).
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