Sentenza n. 15682/2026 - Roma, Sezione 2Q
per l’annullamento, per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - della Ordinanza di Demolizione e Ripristino dello stato dei luoghi ex art. 31 del DPR n. 380/01 e art. 15 della l.r. n. 15/2008, prot. 0085423/2025 - n. 99/2025, emessa dal Dirigente del Settore II Attività Produttive e Culturali - Pianificazione e Gestione del Territorio della Città di Pomezia, avente ad oggetto alcuni manufatti realizzati presso l’impianto sportivo comunale denominato “Zara”, notificata alla ricorrente in data 29 agosto 2025; - di ogni altro atto e/o provvedimento presupposto, consequenziale e/o comunque connesso, anche di estremi e contenuto ignoti. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da U.S.D. Città di Pomezia il 21 ottobre 2025: - della Determinazione Dirigenziale n. 1150 del 2 ottobre 2025, avente ad oggetto la “risoluzione del contratto di affidamento in concessione del servizio di gestione dell’impianto sportivo comunale sito in Pomezia Loc. Torvajanica, via Olanda n. 76 – Denominato “Zara” – RSPNA n. 2126/15.12.2020”; - di ogni altro atto e/o provvedimento presupposto, consequenziale e/o comunque connesso, anche di estremi e contenuto ignoti;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi relativa a manufatti realizzati presso l’impianto sportivo comunale Zara e, con motivi aggiunti, determinazione di risoluzione del contratto di concessione per la gestione dell’impianto
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La concessionaria dell’impianto sportivo comunale Zara ha impugnato l’ordinanza comunale di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi, adottata ai sensi dell’art. 31 d.P.R. 380/2001 e dell’art. 15 l.r. Lazio 15/2008, riguardante alcuni manufatti realizzati presso l’impianto. Con motivi aggiunti ha impugnato anche la determinazione dirigenziale che ha risolto il contratto di affidamento in concessione del servizio di gestione dell’impianto. Il testo non espone le specifiche censure di legittimità dedotte; all’udienza pubblica la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso, comprensivo dei motivi aggiunti, per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. In presenza di un’espressa dichiarazione della ricorrente di non avere più interesse alla decisione, il giudice non può pronunciarsi nel merito né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire: deve prendere atto della dichiarazione e dichiarare l’improcedibilità. Spese integralmente compensate per la definizione in rito e la particolarità del caso.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Ritenuto di dovere, pertanto, dichiarare l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, ex art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., con integrale compensazione – in ragione della definizione in rito della controversia, nonché della particolarità del caso in esame – delle spese di lite.
La sopravvenuta carenza di interesse comporta l’improcedibilità del ricorso.
Massime di principio
- Se il ricorrente dichiara espressamente, prima che la causa sia trattenuta in decisione, di non avere più interesse alla pronuncia, il giudice non può decidere il merito né valutare d’ufficio se permanga l’interesse ad agire: deve prendere atto della dichiarazione e dichiarare l’improcedibilità, in assenza di repliche o richieste contrarie.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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