Cassazione Penale, Sentenza n. 44356/2024 del 04/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso impugnava la conferma della condanna emessa a carico di Betti con tre motivi: 1) vizio per motivazione apparente, asserendo che la Corte d'appello si era limitata a recepire la motivazione del primo grado; 2) errore probatorio e di valutazione, sostenendo che non sarebbe stato Betti a inveire contro i pubblici ufficiali ma che era intervenuto solo per calmare Eureka Vagnoni (assolta perché non imputabile), dunque non avrebbe avuto l'intenzione di provocare lesioni agli agenti; 3) omessa motivazione sul rigetto della richiesta di concessione della sospensione condizionale della pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto i primi due motivi aspecifici perché non contestavano puntualmente la motivazione della sentenza impugnata, la quale aveva chiarito che la violenza di Betti fu diretta contro l'agente Pantaloni e gli procurò le lesioni descritte. Quanto al terzo motivo, benché la decisione impugnata non contenesse una motivazione esplicita sul diniego della sospensione condizionale, la Corte ha ritenuto che dalla valutazione negativa della personalità e dalla considerazione della pericolosità dell'imputato emergesse implicitamente la prognosi ostativa alla sospensione; inoltre il ricorrente non aveva prodotto elementi specifici favorevoli. Per l'inammissibilità del ricorso, la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende (ex art. 616 c.p.p.).
Norme richiamate
Codice penale, art. 110
Richiamato quale base per il concorso di reati (più fattispecie agite dall'imputato e valutazione della loro concorsualità)
Codice penale, art. 81
Richiamato ai fini della determinazione della pena per i reati concorrenti
Codice penale, art. 582
Utilizzato come riferimento per la fattispecie di lesioni personali attribuita all'imputato
Codice penale, art. 585
Richiamato in relazione a condotte di violenza/contrasto nei confronti di pubblici ufficiali (impiegato per inquadrare il tipo di reato contestato)
Codice penale, art. 337
Richiamato come ulteriore norma pertinente ai reati contestati contro l'operato degli agenti; la sentenza lo utilizza come base normativa per la qualificazione delle condotte contestate
Codice di procedura penale, art. 616
Applicato per le conseguenze dell'inammissibilità del ricorso, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma a favore della Cassa delle ammende
Massime di principio
- I motivi di ricorso in Cassazione devono confrontarsi in modo specifico e puntuale con la motivazione della sentenza impugnata; motivi aspecifici o generici sono spesso dichiarati inammissibili.
- La mera riproposizione di censure già formulate in appello senza indicare errori di diritto o di motivazione rilevanti non è sufficiente: occorre mostrare il concreto vizio logico-giuridico nella valutazione del giudice di merito.
- L'assenza di una motivazione esplicita su un punto può essere superata quando dalla motivazione complessiva emergano chiaramente elementi che giustifichino la decisione (motivazione implicita), purché la ricostruzione argomentativa del giudice sia comprensibile e coerente.
- Per ottenere la sospensione condizionale della pena è necessario fornire elementi specifici e favorevoli (es. buona condotta, prospettive di reinserimento, attenuanti significative); la sola richiesta senza elementi probatori non riesce a ribaltare una valutazione negativa della personalità dell'imputato fatta dal giudice di merito.
- Quando la corte di merito evidenzia pericolosità e negatività della personalità del condannato, questi rilievi possono ostare alla concessione di benefici (come la sospensione condizionale) e tale valutazione è difficilmente sindacabile in cassazione se adeguatamente motivata.
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