Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35924/2022 del 23/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza d'appello che lo aveva confermato condannato per plurime truffe, deducendo: vizio di carenza, contraddittorietà e illogicità della motivazione sulla valutazione delle dichiarazioni testimoniali delle persone offese (Carrella, Cicerone, Tonti); travisamento delle prove; e, soprattutto, tardività delle querele presentate dalle persone offese (mancanza della condizione di procedibilità prevista per le truffe), con contestata utilizzabilità delle dichiarazioni contenute nelle querele alla luce degli artt. 124, 511, 526 e 144 c.p.p. e dell'art. 111 Cost.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha ritenuto che le deduzioni sulla intempestività delle querele siano irrilevanti perché i reati di truffa contestati erano procedibili d'ufficio alla luce della contestata (e riconosciuta in fatto) recidiva qualificata, che costituisce circostanza aggravante ad effetto speciale e determina la procedibilità d'ufficio nonostante la normativa che ha reso le truffe, di regola, procedibili a querela. Inoltre la Corte ha riscontrato genericità e aspecificità delle censure del ricorrente rispetto alla motivazione impugnata. Per questi motivi ha dichiarato il ricorso inammissibile ai sensi dell'art. 616 c.p.p., ha condannato Cambio alle spese processuali, al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende per profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa delle parti civili, liquidate in complessivi euro 3.510,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 124 c.p.p.

    Regola la procedibilità a querela per determinati reati: la Corte ha ritenuto che tale regime viene meno quando ricorrono circostanze aggravanti ad effetto speciale (come la recidiva qualificata), che rendono il reato procedibile d'ufficio.

  • art. 511, comma 4, c.p.p.

    Limita l'utilizzabilità delle dichiarazioni contenute nella querela; il ricorrente sosteneva che la Corte d'appello si era indebitamente fondata su tali dichiarazioni, ma la Cassazione ha ritenuto irrilevante il rilievo alla luce della procedibilità d'ufficio e della valutazione complessiva delle prove in dibattimento.

  • art. 526, comma 1, c.p.p.

    Norma procedurale richiamata dal ricorrente in relazione alla tempestività della querela e al diritto di difesa (art. 111 Cost.); la Corte ha ritenuto le censure inammissibili perché le questioni di procedibilità non erano pertinenti ove ricorresse la recidiva qualificata.

  • art. 144 c.p.p.

    Richiamato dal ricorrente sul tema della tardività delle querele; la Corte ha ritenuto che l'accertamento della tempestività fosse irrilevante per i capi procedibili d'ufficio.

  • art. 99, comma 4, cod. pen.

    Riferimento alla recidiva: la sentenza indica che la recidiva, in quanto circostanza del reato e, se qualificata, aggravante ad effetto speciale, comporta la procedibilità d'ufficio per i reati per i quali la legge prevede la procedibilità a querela salvo le circostanze speciali.

  • art. 649-bis cod. pen.

    Norma introdotta dal d.lgs. n.36/2018 che prevede la procedibilità d'ufficio per alcuni reati (tra cui la truffa) in presenza di circostanze aggravanti ad effetto speciale; la Corte l'ha richiamata per spiegare il nuovo regime applicabile.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato dal ricorrente in relazione al diritto di difesa e ai limiti di utilizzabilità delle dichiarazioni; la Corte ha esaminato il rapporto tra garanzie costituzionali e regime di procedibilità, concludendo che la riconosciuta recidiva qualificata rendeva comunque procedibile l'azione d'ufficio.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma applicata dalla Cassazione per dichiarare l'inammissibilità del ricorso per manifesto infondato.

Massime di principio

  • Se il reato in contestazione è in linea di principio procedibile a querela, la presenza e il riconoscimento di una circostanza aggravante ad effetto speciale (es. recidiva qualificata) può rendere il reato procedibile d'ufficio; in tal caso le questioni sulla tempestività della querela diventano irrilevanti.
  • Le censure in Cassazione devono essere specifiche e confrontarsi direttamente con le ragioni della decisione impugnata; argomentazioni generiche o non correlate alla motivazione della sentenza determinano inammissibilità per aspecificità.
  • Le dichiarazioni contenute nella querela hanno limiti di utilizzabilità (art. 511 c.p.p.), ma la valutazione sulla procedibilità e sulla prova è complessiva: se la sentenza di merito si fonda su elementi di prova acquisiti in dibattimento, l'asserita utilizzazione indebita delle querela non è necessariamente decisiva.
  • La qualifica di recidiva come circostanza del reato richiede valutazione motivata: quando il giudice la riconosce con adeguata motivazione, essa incide sul regime di procedibilità e sulla misura della pena.
  • Ricorrere in Cassazione su questioni di procedibilità richiede attenzione alla rilevanza processuale del motivo rispetto al fatto che si tratti di reato procedibile a querela o d'ufficio; altrimenti la censura può risultare irrilevante e il ricorso inammissibile.
  • Provvedimenti cautelativi e sanzioni pecuniarie possono essere inflitte in caso di ricorso ritenuto colposamente infondato o strumentale (spese, ammende, rifusione spese delle parti civili).

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.