Cassazione Penale, Sentenza n. 31932/2024 del 05/08/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Perri era stato condannato dal Tribunale di Lamezia Terme, in abbreviato, a 8 mesi per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale (reati unificati per continuazione). La Corte d'appello ha riformato la sentenza del Tribunale assolvendo l'imputato dal reato di oltraggio (art. 341-bis c.p.) per insussistenza del fatto e ha confermato la responsabilità per il reato di resistenza (capo a): i fatti riguardano un controllo dei Carabinieri in un centro commerciale il 19/3/2021, durante il quale Perri filmò i militari, si rifiutò di interrompere e (secondo l'accusa) di esibire i documenti, rivolse frasi minacciose e spintonò i pubblici ufficiali. Il ricorso in Cassazione contestava (i) la sussistenza del reato di resistenza e la valutazione probatoria (sostenendo che la condotta era meramente passiva e non c'era dolo specifico) e (ii) l'omessa pronuncia della Corte d'appello sull'applicabilità delle sanzioni sostitutive ex art. 20-bis c.p., richiesta nei "motivi nuovi" in appello.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso parzialmente fondato. Ha rigettato il primo motivo relativo alla responsabilità per resistenza, ritenendo la motivazione della Corte d'appello logica e coerente: le frasi minacciose e la violenza fisica integrano la condotta di resistenza e fanno escludere la scriminante ex art. 393-bis c.p. Ha invece accolto il secondo motivo: la Corte d'appello, pur avendo ricevuto la richiesta di applicazione delle pene sostitutive ex art. 20-bis c.p. tramite i "motivi nuovi" in un giudizio cartolare, non ha pronunciato alcuna valutazione sull'applicabilità delle sanzioni sostitutive. Per tale omissione la sentenza impugnata è annullata limitatamente alla valutazione sulle pene sostitutive e il procedimento è rinviato ad altra Sezione della Corte d'appello di Catanzaro per nuovo giudizio solo su quel punto. Il ricorso è invece dichiarato inammissibile per il resto e la conferma della responsabilità rimane irrevocabile.
Norme richiamate
art. 393-bis cod. pen.
La Corte ha ritenuto che la scriminante prevista dall'art. 393-bis non fosse applicabile: l'azione dei Carabinieri (portare l'imputato in caserma) è stata considerata legittima e i fatti (minacce e violenza) escludono la scriminante.
art. 341-bis cod. pen.
La Corte territoriale ha assolto l'imputato per il delitto di cui all'art. 341-bis per insussistenza del fatto; la Cassazione non ha disatteso tale valutazione.
art. 20-bis cod. pen.
Norma sulle sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi: la richiesta di applicazione va valutata dal giudice d'appello se tempestivamente formulata dall'imputato; la mancata pronuncia ha determinato l'annullamento parziale con rinvio.
art. 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (riforma "Cartabia")
La disciplina transitoria richiede che, per ottenere che il giudice d'appello si pronunci sulle sanzioni sostitutive, l'imputato presenti richiesta entro termini processuali previsti (al più tardi nell'udienza di discussione); in procedure cartolari tale richiesta può essere comunque fatta con motivi nuovi o conclusioni scritte.
art. 545-bis cod. proc. pen.
Prevede il subprocedimento di conversione della pena detentiva in sanzione sostitutiva: la Corte di cassazione ha ricordato che l'accesso a tale subprocedimento deve essere espressamente richiesto e valutato dal giudice d'appello; il mancato esame può essere censurato in cassazione se la richiesta è stata formulata nelle conclusioni scritte o in motivi nuovi.
art. 624 cod. proc. pen.
Richiamato dalla sentenza in relazione all'irrevocabilità dell'affermazione di responsabilità: nel testo la Corte dichiara l'affermazione di responsabilità irrevocabile secondo le norme processuali richiamate.
Massime di principio
- La Cassazione non riesamina i fatti acriticamente: la corretta valutazione probatoria del giudice di merito, se logica e coerente, è difficilmente sovvertibile in sede di legittimità.
- Minacce inequivocabili e qualsiasi uso di violenza o spinta verso pubblici ufficiali sono idonee a integrare il reato di resistenza; la scriminante per eccesso colposo/legittima difesa da parte dell'operato dei pubblici ufficiali va dimostrata concretamente e non si ritiene applicabile quando l'intervento degli ufficiali è conforme ai compiti istituzionali.
- Nei giudizi d'appello celebrati con trattazione cartolare è indispensabile che l'imputato formuli tempestivamente e in modo documentato la richiesta di accesso alle sanzioni sostitutive (art. 20-bis c.p. e art. 545-bis c.p.p.); tale richiesta può essere inserita nei motivi nuovi o nelle conclusioni scritte e l'omessa valutazione del giudice è motivo di annullamento limitato.
- La riforma Cartabia (d.lgs. 150/2022) ha introdotto regole transitorie che impongono al giudice d'appello di pronunciarsi sulle possibilità di conversione della pena se il difensore le prospetta nei termini: per tutelare il diritto del condannato, il difensore deve reiterare esplicitamente la richiesta nelle conclusioni se il giudizio è cartolare.
- Un annullamento per omissione motivazionale su un punto specifico può comportare rinvio per la sola questione procedurale (qui: pene sostitutive) lasciando invece impregiudicata e definitiva la pronuncia di merito sulla responsabilità penale.
- In sede di impugnazione per cassazione, censure che si risolvono in diversa lettura dei fatti o in un'alternativa interpretativa delle prove, senza mostrare vizi logico-motivazionali della sentenza impugnata, sono generalmente inammissibili o rigettate.
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