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Cassazione Civile, Ordinanza n. 18591/2025 del 08/07/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (fallimento)

La controversia

La controversia nasce dall'opposizione allo stato passivo proposta da una società nei confronti del fallimento di un'altra società. La ricorrente era stata ammessa al passivo per euro 299.235,13 in via chirografaria postergata ex art. 2467 c.c., ma contestava il mancato riconoscimento della prededuzione per due poste: una di euro 15.000,00 versata come "anticipazione" in funzione della presentazione di una domanda di concordato preventivo, poi rinunciata, e una di euro 16.976,75, che la ricorrente riteneva sottratta alla postergazione perché riferita a pagamenti effettuati per crediti privilegiati di terzi con meccanismo di surrogazione ex art. 1202 c.c. In cassazione la ricorrente ha dedotto: 1) omesso esame di un fatto decisivo, sostenendo che le due procedure concordatarie fossero in continuità e che il pagamento di euro 15.000 fosse eseguito in esecuzione di un piano concordatario; 2) violazione dell'art. 2467 c.c. e dell'art. 182 quater l. fall., assumendo che il credito per euro 15.000 dovesse comunque godere della prededuzione almeno nei limiti dell'80%; 3) falsa applicazione dell'art. 1202 c.c., sostenendo che la documentazione in atti dimostrasse una richiesta della fallita di pagare creditori privilegiati con surroga nei relativi diritti. Il fallimento ha resistito con controricorso.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Il primo motivo è stato ritenuto inammissibile perché non denunciava un vero "fatto storico" omesso ex art. 360, n. 5 c.p.c., ma tendeva a rimettere in discussione la qualificazione giuridica della continuità tra procedure e richiedeva un nuovo esame del merito; inoltre le circostanze dedotte non erano decisive, poiché la ratio decidendi del Tribunale era che la prima domanda di concordato con riserva era stata rinunciata e quindi non aveva superato la fase ammissiva, requisito che escludeva la consecuzione rilevante ai fini della prededuzione. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile perché introduceva una questione nuova, non risultante trattata nei precedenti gradi di merito, relativa all'applicazione dell'art. 182 quater l. fall. e alla prededuzione limitata all'80%. Il terzo motivo è stato dichiarato inammissibile per difetto di autosufficienza, poiché la ricorrente non aveva prodotto il documento da cui avrebbe dovuto emergere il diritto alla surroga ex art. 1202 c.c. La Corte ha quindi confermato la decisione impugnata e condannato la ricorrente alle spese, oltre all'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.

    Il vizio di omesso esame è configurabile solo rispetto a un fatto storico decisivo, non rispetto alla mancata valutazione di una qualificazione giuridica o di una ricostruzione complessiva della continuità tra procedure.

  • art. 2467 c.c.

    La nozione di finanziamento viene letta in senso ampio, ricomprendendo anche apporti di risorse economiche che, a prescindere dalla forma, siano funzionali all'impresa in crisi.

  • art. 182 quater l. fall.

    La questione sulla prededuzione parziale ex comma 3 non è stata esaminata nel merito perché introdotta per la prima volta in cassazione.

  • art. 1202 c.c.

    La surrogazione per volontà del debitore richiede la prova dei presupposti specifici previsti dalla norma, inclusa la documentazione con data certa e l'espressa indicazione della destinazione della somma mutuata.

  • art. 366, primo comma, n. 6, c.p.c.

    Il ricorso per cassazione deve rispettare il requisito di autosufficienza, indicando e producendo il documento su cui si fonda il motivo.

  • art. 13, comma 1 quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    In caso di rigetto o inammissibilità del ricorso, sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 2467 c.c.

    La postergazione si applica ai finanziamenti dei soci o assimilati destinati a sostenere l'impresa in crisi, anche se veicolati in forme diverse dal mutuo in senso tecnico.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione il vizio di omesso esame ex art. 360, n. 5 c.p.c. non può essere utilizzato per sollecitare una nuova valutazione del materiale probatorio o per contestare la qualificazione giuridica dei fatti già accertati.
  • Ai fini della prededuzione nelle procedure concorsuali, il principio di consecuzione richiede che la prima procedura abbia superato almeno la fase di ammissibilità; se la domanda di concordato con riserva è rinunciata prima di tale fase, la consecuzione non è utilmente invocabile.
  • La nozione di finanziamento rilevante ai fini dell'art. 2467 c.c. è sostanziale e funzionale: conta l'apporto di risorse all'impresa in crisi, non la veste formale dell'operazione.
  • La prededuzione o l'eventuale deroga alla postergazione fondate su norme speciali devono essere dedotte tempestivamente nei gradi di merito; la prospettazione per la prima volta in cassazione comporta l'inammissibilità del motivo.
  • La surrogazione ex art. 1202 c.c. esige prova rigorosa dei relativi presupposti e del documento costitutivo del diritto azionato; in cassazione il motivo è inammissibile se non è rispettato l'onere di specifica indicazione e produzione del documento rilevante.

Come è indicizzato

MaterieLiquidazione giudizialeAccertamento del passivoImpugnazioni
RamiFallimentare / Crisi d'impresaProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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