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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39412/2025 del 05/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di riesame che aveva rigettato la richiesta di annullamento della custodia cautelare in carcere applicata con ordinanza del GIP del 28/03/2025 per il delitto connesso al traffico di stupefacenti (art. 74 d.P.R. n. 309/1990). Il difensore ha dedotto: 1) carenza e contraddittorietà della motivazione circa gli elementi costitutivi del reato associativo e la gravità indiziaria; 2) mancanza di motivazione circa la partecipazione specifica del ricorrente al sodalizio (distinzione tra concorso in singoli reati e adesione al programma associativo); 3) motivazione apparente sull'applicazione dell'aggravante di cui all'art. 416-bis c.p.; 4) assenza di motivazione sulle esigenze cautelari e sulla proporzionalità della misura (rilevando in particolare il lungo "tempo silente" dall'ultima condotta contestata, gennaio 2019). Il difensore ha anche richiamato presunte inosservanze degli artt. 125, 274 e 275 c.p.p.

La decisione

Parziale accoglimento del ricorso. La Corte ha ritenuto fondati i primi due motivi (mancanza di una risposta puntuale del Tribunale del riesame alle specifiche censure difensive e motivazione meramente apparente) e ha annullato l'ordinanza impugnata disponendo il rinvio al Tribunale di Reggio Calabria per nuovo giudizio ai sensi dell'art. 309, comma 7, c.p.p. La Corte non ha esaminato nel merito le ulteriori censure, ritenendole assorbite dalla decisione sui motivi principali.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309 del 1990, art. 74

    Norma che disciplina i delitti relativi alla normativa sugli stupefacenti; nella sentenza è la fattispecie di accusa per la quale è stata disposta la misura cautelare.

  • codice penale, art. 416-bis

    Aggravante/qualificazione connessa all'agevolazione della consorteria mafiosa e al metodo mafioso; la Corte rileva che l'applicazione di tale circostanza richiede motivazione specifica, non meramente apparente.

  • codice di procedura penale, artt. 125, 274, 275

    Articoli richiamati dal difensore come inosservati; la Corte registra l'eccezione ma, avendo accolto i motivi principali per vizi di motivazione, non si pronuncia nel merito su tali presunte violazioni.

  • codice di procedura penale, art. 309, comma 7

    Norma che disciplina il rinvio al tribunale competente per nuovo giudizio in caso di annullamento dell'ordinanza di riesame; la Corte ha disposto il rinvio al Tribunale di Reggio Calabria affinché riconsideri la richiesta di riesame con motivazione adeguata.

Massime di principio

  • Il giudice del riesame deve rispondere puntualmente alle specifiche deduzioni difensive: una conferma generica dell'ordinanza originaria è insufficiente e determina vizio di motivazione.
  • La gravità indiziaria in ipotesi associative richiede motivazione specifica sui fatti e sugli elementi che dimostrano l'esistenza di un programmato vincolo associativo, non la ricostruzione basata su meri vincoli familiari o su singoli episodi delittuosi.
  • L'attribuzione di aggravanti, come quelle previste dall'art. 416-bis, va motivata separatamente e con riferimento a elementi concreti che giustifichino l'agevolazione della consorteria o l'uso del metodo mafioso.
  • Il 'tempo silente' (lunga assenza di condotte successive all'ultima azione contestata) è un elemento da considerare nella valutazione del pericolo di reiterazione e della proporzionalità della custodia cautelare.
  • Se la motivazione del tribunale del riesame è apparente o omette di confutare argomentazioni decisive della difesa, la Corte di legittimità può annullare l'ordinanza e rinviare per un nuovo giudizio con l'obbligo di fornire adeguata motivazione.
  • In situazioni analoghe, la difesa deve sollecitare con memorie e puntuali censure l'esame dei singoli elementi probatori per costringere il giudice a una valutazione motivata e non meramente formale.

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