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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43855/2022 del 18/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza di conferma della custodia cautelare in carcere deducendo violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. Sosteneva che la condotta si sarebbe limitata a una "semplice" spinta non violenta e che non era prevedibile l'evento morte, atteso il diverso rapporto di forze (ricorrente minuta, vittima robusta), la cattiva manutenzione della balaustra (che avrebbe favorito la caduta) e il fatto che la vittima era giunta al Pronto soccorso vigile e che il decesso era sopraggiunto giorni dopo. Con motivi aggiunti la difesa ha prodotto una consulenza tecnica del PM per sostenere che una balaustra conforme al progetto avrebbe probabilmente impedito la caduta e che non è possibile quantificare la forza della spinta; ne conseguiva, per la difesa, l'interruzione del nesso di causalità e l'imprevedibilità dell'evento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del Riesame abbia correttamente valutato la portata della spinta come "forte" e non come gesto lieve, configurando condotte dirette a percuotere. Ha escluso che fattori quali le condizioni della balaustra o le caratteristiche fisiche della vittima interrompessero il nesso causale, richiamando la consolidata giurisprudenza secondo la quale concause non autonome o prevedibili non escludono la responsabilità e l'evento è imputabile se rientra nell'area di rischio attivata dall'aggressione. Ha inoltre dichiarato inammissibile il motivo aggiunto fondato su consulenza tecnica depositata in Cassazione, perché la produzione di prove nuove non è ammessa in quest'ultimo grado e i documenti che incidono sulle valutazioni di merito devono essere sottoposti ai giudici di merito. Per tali ragioni il ricorso è stato respinto e la ricorrente condannata al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 584 c.p.

    Riferimento al reato di omicidio; contestata la responsabilità per la morte conseguente alle lesioni cagionate

  • art. 585 c.p.

    Riferimento alle aggravanti/forme del delitto rilevanti nella contestazione (unitamente agli altri articoli citati)

  • art. 577 c.p. (n.4) e art. 61 c.p. (n.1)

    Richiamati per le aggravanti e le circostanze che aumentano la gravità della pena (aggravante per futili motivi e recidiva infraquinquennale indicate nel capo di imputazione)

  • art. 581 c.p.

    Richiamato nel contesto delle lesioni dolose da cui è derivata la successiva morte; utilizzato per discutere la relazione causale tra percosse/lesioni e decesso

  • art. 311 c.p.p.

    Richiamato in tema di ammissibilità di motivi nuovi in cassazione nei ricorsi su misure personali: consente in via eccezionale nuovi motivi ma non la produzione di documenti/prove nuove

  • art. 127 c.p.p.

    Norma sul deposito di memorie e produzioni documentali; richiamata per indicare che le produzioni devono intervenire nei termini previsti e non possono consistere in prova nuova in Cassazione

  • art. 616 c.p.p.

    Norma richiamata per la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente in caso di inammissibilità

Massime di principio

  • Una spinta valutata 'forte' può integrare reati come percosse e, se esiste rapporto di causalità con il decesso, anche l'omicidio preterintenzionale; non è necessario che la morte sia lo sviluppo immediato e prevedibile dell'evento lesivo originario purché rientri nell'area di rischio attivata dall'aggressione.
  • La presenza di concause (es. difetto di manutenzione di una ringhiera, caratteristiche fisiche della vittima) non interrompe automaticamente il nesso causale: per escludere la responsabilità occorre che la causa sopravvenuta sia del tutto autonoma o straordinariamente anomala e imprevedibile per l'agente.
  • Per la configurabilità del dolo eventuale è necessaria la prova che l'agente abbia concretamente rappresentato e accettato, sul piano psicologico, la specifica conseguenza verificatasi; l'assenza di competenze tecniche non esclude in sé tale rappresentazione.
  • In Cassazione non sono ammesse prove nuove o documenti che incidano sulle valutazioni di merito; le consulenze o elementi probatori sopravvenuti devono essere prodotti e valutati dai giudici di merito e non possono essere introdotti per la prima volta in sede di legittimità.
  • Nel giudizio cautelare il giudice valuta la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza sulla base degli elementi probatori disponibili: la strategia difensiva che introduce elementi tecnici decisivi deve tempestivamente produrli nei gradi di merito per poter incidere sulle decisioni cautelari.

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