Sentenza n. 1867/2026 - Catanzaro, Sezione 1
per l'annullamento: a) del provvedimento prot. n. -OMISSIS- della Prefettura di Cosenza, comunicato con nota prot. n. -OMISSIS- del 10.05.2021, avente ad oggetto la comunicazione informazione antimafia interdittiva; b) della nota n. -OMISSIS- con la quale la Prefettura comunica all'Autorità Nazionale Anticorruzione l'informazione antimafia interdittiva; c) della comunicazione n.I-OMISSIS- di avvenuta segnalazione e dell'inserimento nel Casellario della relativa annotazione; d) di ogni altro provvedimento presupposto, connesso, consequenziale, ivi compresi quelli non conosciuti e neppure menzionati atti istruttori; onde ottenerne l'annullamento per la condanna delle Amministrazioni resistenti al risarcimento dei danni patrimoniali e non, subiti dalla ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: informazione antimafia interdittiva della Prefettura di Cosenza, comunicazione all’ANAC, segnalazione e annotazione nel Casellario
Esito
Favorevole al resistente (prefettura e ANAC)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l’informazione antimafia interdittiva adottata dalla Prefettura di Cosenza e comunicata il 10 maggio 2021, nonché la comunicazione all’ANAC, la segnalazione e l’inserimento della relativa annotazione nel Casellario, chiedendo anche il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali. La sentenza non riporta i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuta carenza di interesse.
La decisione
All’udienza dell’11 settembre 2026 il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione e ha chiesto la declaratoria di improcedibilità, con compensazione delle spese. Le amministrazioni resistenti non si sono opposte. Il TAR ha quindi dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito le censure contro gli atti impugnati né la domanda risarcitoria. Ha compensato integralmente le spese di lite, considerata anche la mancata opposizione dell’amministrazione alla richiesta di compensazione.
Massime di principio
- La dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla decisione, in assenza di opposizione delle amministrazioni resistenti, comporta l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
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