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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13967/2022 del 12/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Imputato condannato in secondo grado per il reato di truffa ha proposto ricorso per cassazione deducendo plurimi vizi di motivazione in ordine alla responsabilità. Nel corso del giudizio di legittimità è pervenuta agli atti una remissione di querela presentata dalla parte offesa, con successiva accettazione, entrambe ritenute valide e rituali. Poiché il reato è procedibile a querela, la remissione accettata estingue l'azione penale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per remissione di querela. Ha ritenuto che, acquisita una remissione di querela valida e la sua accettazione, l'estinzione del reato vada dichiarata ipso iure e non sia subordinata a una preventiva valutazione sul merito circa elementi idonei a giustificare un proscioglimento. Ha altresì affermato che l'estinzione opera anche in presenza di cause di inammissibilità del ricorso. Condanna l'imputato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020 conv. in l. n. 176 del 2020

    Richiamata per indicare la forma di svolgimento del procedimento (riferimento procedurale); non incide sul principio di diritto deciso.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Usato per sostenere che la sopravvenienza di un atto che estingue l'azione penale impone la declaratoria di estinzione senza necessità di una preventiva disamina meramente volta a valutare un più favorevole proscioglimento per ragioni di merito.

  • artt. 529 e 531 cod. proc. pen.

    Richiamati nella motivazione con riferimento alle conseguenze processuali e alla disciplina del giudizio di cassazione; la Corte argomenta che l'estinzione sopravvenuta detta l'esito del ricorso.

  • art. 591, comma 1, lett. d) cod. proc. pen.

    Citato nella discussione relativa alle cause di inammissibilità e alla distinzione tra atti che incidono geneticamente sull'impugnazione e la rinuncia/manifestazione di volontà potestativa (remissione), la quale può estinguere validamente il rapporto processuale.

  • art. 606, comma 3 cod. proc. pen.

    Richiamato nel contesto delle ipotesi di inammissibilità del ricorso per cassazione; la Corte precisa che l'estinzione per remissione opera anche se esistono questioni di inammissibilità.

Massime di principio

  • La remissione di querela valida e la sua accettazione estinguono il reato procedibile a querela anche se intervenute in corso di giudizio di cassazione; il giudice deve dichiarare l'estinzione ipso iure.
  • La declaratoria di estinzione per remissione non è subordinata alla preventiva valutazione del merito volta a verificare se vi fossero elementi idonei a giustificare un proscioglimento più favorevole.
  • L'estinzione per remissione opera anche in presenza di eventuali cause di inammissibilità del ricorso; la sopravvenienza dell'atto estintivo prevale sulle questioni processuali sull'ammissibilità dell'impugnazione.
  • Tale effetto si applica solo se la remissione e l'eventuale accettazione sono valide e rese/accettate dai soggetti legittimati: è necessario verificare la regolarità formale e la legittimazione del dichiarante e dell'accettante.
  • In situazioni analoghe, il difensore deve acquisire e depositare tempestivamente la remissione di querela e la prova della sua accettazione per ottenere l'immediata estinzione del procedimento; la corte è tenuta ad annullare eventuali condanne già pronunciate quando l'estinzione è intervenuta.

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