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Sentenza

Sentenza n. 2833/2026 - Napoli, Sezione 9

Per l'annullamento del diniego d’accesso documentale formatosi per l’inutile decorso del termine di trenta giorni dalla richiesta, trasmessa in data 18.02.2026, di rilascio dei documenti ivi descritti; e per la declaratoria del diritto dei ricorrenti a conseguire l’accesso mediante la visione e l’estrazione dei documenti richiesti.

Giustizia amministrativa202601852

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IXSentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: Diniego tacito formatosi sull’istanza di accesso documentale del 18 febbraio 2026, relativa alla documentazione sul servizio di tutoraggio e assistenza educativa domiciliare e sull’attuazione del progetto individuale ex art. 14 l. 328/2000

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (genitori del beneficiario)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti, in qualità di esercenti la responsabilità genitoriale sul minore destinatario del progetto individuale, hanno chiesto al Comune e alla ASL l’accesso a documenti attestanti: la data di effettiva attivazione del servizio di tutoraggio domiciliare; i titoli di studio, i curricula e i corsi di formazione degli operatori addetti all’assistenza alla comunicazione; le ore di presenza e assenza degli operatori, mediante fogli di presenza o documenti equipollenti, dalla data di attivazione del servizio; tutte le iniziative assunte dal case manager per l’attuazione del progetto individuale. A fronte dell’asserito mancato riscontro nel termine di legge, i ricorrenti hanno proposto ricorso per l’esibizione dei documenti. Nel corso del giudizio il Comune e la ASL hanno prodotto parte della documentazione richiesta. I ricorrenti hanno quindi dichiarato ostesi alcuni documenti, ma hanno insistito per l’accesso residuo ai titoli di studio, ai curricula e ai corsi di formazione degli operatori che hanno svolto il servizio di assistenza educativa domiciliare nel periodo dicembre 2024-febbraio 2026.

La decisione

Il TAR ha ritenuto sufficientemente individuati i documenti residui e ha riconosciuto ai ricorrenti, in ragione della responsabilità genitoriale esercitata sul minore beneficiario del servizio, un interesse diretto, concreto e attuale alla loro conoscenza, collegato a una situazione giuridicamente tutelata. Ha pertanto dichiarato cessata la materia del contendere limitatamente ai documenti già ostesi e ha accolto il ricorso per la parte residua, accertando il diritto di accesso e ordinando al Comune e alla ASL, ciascuno per quanto di competenza, di esibire la documentazione entro trenta giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Le amministrazioni sono state condannate in solido alla rifusione delle spese processuali, liquidate in euro 1.000,00 oltre accessori, con compensazione parziale giustificata dall’ostensione intervenuta durante il giudizio.

Norme richiamate

  • art. 22 l. 241/1990

    Il diritto di accesso documentale spetta quando il richiedente dimostra un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente a una situazione giuridicamente tutelata e collegata ai documenti richiesti.

  • art. 25 l. 241/1990

    L’inerzia dell’amministrazione sull’istanza di accesso consente la tutela giurisdizionale mediante richiesta di esibizione dei documenti.

  • art. 14 l. 328/2000

    La documentazione richiesta riguardava l’attuazione del progetto individuale predisposto in favore del minore.

  • artt. 6, paragrafo 1, lettera f), 9, paragrafi 2 e 4, Regolamento (UE) 2016/679

    Le disposizioni sono richiamate quale fondamento della protezione dei dati personali e sanitari, imponendo l’oscuramento delle generalità e dei dati idonei a rivelare lo stato di salute in caso di diffusione della sentenza.

  • art. 52, commi 1, 2 e 5, d.lgs. 196/2003

    Prevede le cautele relative alla diffusione dei provvedimenti giurisdizionali contenenti dati personali e sanitari.

  • art. 2-septies d.lgs. 196/2003

    Rileva per la tutela dei dati relativi alla salute, giustificando l’oscuramento disposto dal TAR.

Massime di principio

  • Il genitore esercente la responsabilità genitoriale sul minore destinatario di un servizio assistenziale o di un progetto individuale ex art. 14 l. 328/2000 è titolare di un interesse diretto, concreto e attuale ad accedere alla documentazione concernente l’attivazione, l’esecuzione e la qualità del servizio, purché i documenti siano sufficientemente individuati.
  • L’ostensione intervenuta nel corso del giudizio determina la cessazione della materia del contendere limitatamente ai documenti effettivamente messi a disposizione; il giudice può invece accertare il diritto di accesso e ordinare l’esibizione dei documenti residui.
  • La responsabilità genitoriale sul beneficiario del servizio costituisce un collegamento qualificato tra il richiedente e la documentazione amministrativa relativa all’assistenza, idoneo a integrare il requisito dell’interesse diretto, concreto e attuale all’accesso.
  • In presenza di documenti contenenti dati personali o relativi alla salute, la tutela dell’accesso deve essere coordinata con la protezione dei dati, mediante le cautele necessarie, incluso l’oscuramento delle generalità e delle informazioni sanitarie nella diffusione del provvedimento.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleAccesso difensivo
RamiAccesso e trasparenza
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereSopravvenuta carenza di interesseTrasparenza e pubblicità

Testo integrale

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