Cassazione Penale, Sentenza n. 34179/2024 del 10/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore impugnava la decisione del riesame assumendo che la deviazione del braccio dell'aggressore da parte della vittima designata non costituisse causa atipica tale da escludere l'aberratio ictus e interrompere il nesso causale; sosteneva che l'omicidio di persona diversa rientrasse nelle fattispecie dell'aberratio ictus e del concorso, con conseguente responsabilità dei correi. Avanzato deduceva errori di ricostruzione dei fatti (valutazione delle videoriprese, attendibilità delle dichiarazioni, mancanza di prova su chi portava o ha impugnato la pistola), e contestava le esigenze e l'entità della misura cautelare carceraria.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso di Domenico Avanzato (infondato/inammissibile sui vari motivi) confermando l'ampio quadro indiziario e le esigenze cautelari valutate dal giudice del riesame e condannandolo alle spese processuali. Ha invece accolto, in parte, il ricorso del Procuratore della Repubblica relativo al capo 1): la Corte ha ritenuto erronea la rimozione da parte del giudice del riesame dell'efficienza causale dell'azione di sparo del reo deceduto e ha annullato l'ordinanza, con rinvio per nuovo esame sul punto (accertamento se sussista aberratio ictus o permanenza del nesso causale e del dolo originario). La Corte ha pertanto ordinato la rinnovazione del giudizio limitatamente al capo 1).
Norme richiamate
art. 116 cod. pen. (concorso anomalo)
Applicata per valutare la responsabilità dei correi quando l'evento finale è diverso da quello originariamente voluto: la Corte riconosce la possibilità di applicazione anche in caso di aberratio ictus, ma richiede verifica dell'effettivo nesso psicologico e causale.
art. 82 cod. pen. (aberratio ictus)
Richiamata per spiegare che l'aberratio mantiene la punibilità quando l'errore riguarda solo l'oggetto materiale dell'offesa; tuttavia la Corte sottolinea che l'aberratio non opera se è intervenuto un fatto sopravvenuto, eccezionale e assorbente che interrompe la causalità.
art. 110 cod. pen. (concorso di persone nel reato)
Usata per sostenere la responsabilità concorrente dei tre indagati nel porto e nell'uso della pistola e nel tentato omicidio di Nicolò, anche quando il contributo individuale concreto può non essere integralmente definito in sede cautelare.
art. 273, comma 1, cod. proc. pen. (indizi in sede cautelare)
Richiamato per indicare i requisiti minimi degli indizi gravi in sede cautelare: la Corte ritiene congrua e motivata la valutazione del giudice del riesame sui presupposti indiziari.
art. 274, comma 1, cod. proc. pen. (esigenze cautelari)
Interpretato nei termini di esigenza di concretezza e attualità del pericolo di reiterazione e del rischio di inquinamento probatorio; la Corte ha ritenuto adeguatamente motivate le esigenze cautelari e l'inidoneità di misure meno afflittive.
art. 41, cpv., cod. pen. (causalità e nesso causale)
Riferito nel ragionamento sulla interruzione del nesso causale: la Corte spiega che solo una serie causale autonoma, eccezionale e assorbente può escludere la responsabilità per aberratio; la reazione prevedibile della vittima non basta di per sé.
art. 616 cod. proc. pen. (condanna per spese)
Applicata per condannare il ricorrente Avanzato al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso.
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Richiamato in relazione agli adempimenti di cancelleria conseguenti alla pronuncia di rigetto e alle spese.
Massime di principio
- L'aberratio ictus (art. 82 c.p.) mantiene la punibilità quando l'errore riguardi solo l'oggetto materiale dell'offesa; tuttavia va esclusa se interviene una causa sopravvenuta, eccezionale e assorbente che interrompe il nesso causale.
- La reazione della vittima che devia il colpo è, di norma, un evento prevedibile e non basta automaticamente a escludere l'efficienza causale dell'agente: il giudice deve accertare se quella reazione abbia prodotto una serie causale autonoma o abbia solo deviato l'offesa.
- In caso di concorso di persone l'identità della vittima effettivamente colpita è, in linea di principio, irrilevante per la punibilità dei correi quando sussista il comune disegno criminoso e il contributo psicologico/materiale alla condotta: va però verificato il nesso soggettivo e oggettivo con l'azione finale.
- La Corte di legittimità non sindaca liberamente la valutazione del fatto e delle prove fatta dal giudice di merito; può intervenire se vi sono violazioni di legge o vizi logici nella motivazione.
- In sede cautelare gli indizi gravi possono basarsi su prove convergenti anche se non definiscono in modo pieno il contributo individuale; le esigenze cautelari devono essere concrete e attuali (pericolo di reiterazione e rischio di inquinamento probatorio) per giustificare la custodia in carcere.
- Quando la Corte annulla per vizio di calcolo della causalità o dell'aberratio, il giudice di rinvio dovrà ricostruire dettagliatamente la dinamica e valutare in profondità gli elementi psicologici e materiali (se il colpo sia partito accidentalmente o sia stato voluto) prima di riformulare la qualificazione giuridica.
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