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Sentenza

Sentenza n. 1585/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per l’ottemperanza della sentenza del Consiglio di Stato - Sez VI n. 00763/2025, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202507749

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Consiglio di Stato ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., prendendo atto sia della dichiarazione della ricorrente sia della posizione conforme della Regione, che ha dedotto l’avvenuta esecuzione della sentenza oggetto di ottemperanza. Le spese di lite sono state compensate tra le parti in ragione della definizione in rito della controversia.

Consiglio di Stato, Sez. VISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: comportamento e atti adottati dalla Regione Puglia nell’ambito dell’esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato - Sez. VI n. 763/2025

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

È stato proposto ricorso per l’ottemperanza della sentenza del Consiglio di Stato - Sez. VI n. 763/2025. Nel corso del giudizio la ricorrente ha dichiarato, con memoria, la sopravvenuta carenza di interesse alla prosecuzione del ricorso, in ragione degli atti medio tempore adottati dalla Regione. La Regione ha aderito alla richiesta di definizione del giudizio, sostenendo di avere dato esecuzione alla sentenza ottemperanda.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    sopravvenuto difetto di interesse

    La sopravvenuta carenza di interesse alla prosecuzione del giudizio comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando nel corso del processo sopravvengono atti dell’amministrazione che soddisfano l’interesse perseguito o comunque fanno venir meno l’interesse alla decisione, il giudice dichiara il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse resa dalla parte ricorrente, accompagnata dalla deduzione dell’amministrazione di avere dato esecuzione al giudicato, consente la definizione in rito del giudizio di ottemperanza senza una pronuncia sul merito dell’esecuzione.
  • La definizione in rito del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse può giustificare la compensazione delle spese di lite.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseOttemperanza e commissario ad acta

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